E’ tutto vero… purtroppo, la sconfitta che il Chelsea ha rifilato alle Viola è realtà e, forse, riporta tutti coi piedi per terra.

Lo slancio (quello, per fortuna è reale) che ha vissuto il calcio femminile italiano negli ultimi tempi, ci aveva invitato a sognare in grande (forse troppo)… il che, non è un errore, per carità, ma bisogna prendere atto -come aveva anche sottolineato lo stesso mister Cincotta alla vigilia della sfida contro le inglesi-, che il calcio femminile italiano, per quanto in evoluzione, è ancora indietro rispetto alle altre realtà europee.

“Il calcio inglese è a un livello alto, non più irraggiungibile come un tempo, ma c’è ancora distanza.”

L’1-0 -per il Chelsea (un risultato di misura e una buona prestazione viola)- dell’andata aveva indotto tutti noi a vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante fossimo concordi nell’indicare il portiere Öhrström migliore in campo.
Lo 0-6 al Franchi (sicuramente eccessivo) è una vera sentenza!
La differenza di valori fra le due squadre c’è e non è poca.
La Fiorentina ma in generale, il calcio italiano, hanno ancora bisogno di crescere per potersela giocare con realtà più strutturate e abituate.

La sconfitta delle gigliate è un po’ la sconfitta di tutti quelli che ambiscono, sperano e lavorano affinchè il gap venga colmato.

“Questa è la nostra seconda esperienza in Champions League, ed una situazione così non l’avevamo mai vissuta …
siamo molto orgogliosi di aver giocato a Londra contro una superpotenza, riuscendo a tenere la gara aperta dopo l’andata.
Al ritorno purtroppo si è vista una netta differenza, sapendo che hai perso non per tecnica o tattica,
ma per delle avversarie nettamente superiori.
Usciamo dalla Champions, però a testa altissima, come città sopratutto.
A Londra c’erano 500 persone, a Firenze c’erano 3000 persone”. 

Ha dichiarato Cincotta dopo l’eliminazione

Bisogna ripartire dai tremila del ‘Franchi’, dalla loro passione perchè in loro è racchiuso il bisogno e il desiderio di quanti credono e sostengono il calcio rosa.
Bisona reagire con resilenza, perchè non è tutto da buttare… e continuare a metterci il cuore!

Caterina Autiero

 

 

 

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