Il Genoa cambia allenatore per la seconda volta in stagione e stavolta a fare il proprio ritorno su una panchina italiana è Prandelli.

 

L’ultima esperienza nel Bel Paese del mister era stata quella lunga quattro anni da ct della Nazionale, conclusasi nel giugno del 2014 dopo l’eliminazione anzi tempo al mondiale.  Dopo Coverciano le due brevi esperienze a Valencia (dieci partite) e al Al Nasr ( 12 match).

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In Italia ha guidato l’Atalanta, il Lecce, il Verona ed il Parma, prima di due parentesi a Roma e con la Fiorentina. L’esperienza nella Capitale come è noto non iniziò mai.

Dopo l’incarico arrivato nel luglio del 2004, quando ancora la stagione era tutta da designare e poi da scrivere, l’uomo Cesare – non l’ “allenatore” –  decise a distanza di un mese e mezzo di fare un passo indietro per “seri motivi personali”. Da lì a poco si venne a conoscenza che quei motivi erano più che gravi e lo toccavano nel profondo: la moglie stava affrontando una lunga e complicata sfida contro una malattia terribile, il cancro, che nel 2007 l’ha portata via dal suo amore di una vita. Non ci ha pensato due volte a stare vicino alla consorte che avrebbe dovuto intraprendere un nuovo percorso di cure, anche se come detto dallo stesso:

Mi stupisce ancora il clamore che ho suscitato facendo una cosa normale che chiunque avrebbe fatto”.

Con quel gesto, sì normale  ma che gli fece e gli fa ancora oggi onore, ha dimostrato come per essere grande nel tuo lavoro devi prima esserlo nella vita, come persona.

A seguito dello stop e con l’allontanamento dal mondo del pallone per una stagione intera, nell’estate del 2005 gli  giunge la proposta della viola: diventare allenatore della Fiorentina.

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La risposta è affermativa e apre un capitolo lungo ben cinque stagioni: 240 panchine totalizzate. La prima stagione si conclude con un nono posto  a 44 punti; quattordici punti in più e la sesta posizione la stagione successiva, poi due quarto posto consecutivi, fino all’undicesimo nell’ultima annata insieme. Il suo tragitto con la viola si conclude a fine campionato 2009/2010 per intraprendere quello con gli azzurri che ha portato all’Europeo del 2012 – con il titolo di Vicecempione –  e al mondiale in Brasile che, però, gli è costato la guida tecnica della Nazionale.

Aver perso la qualificazione al girone ed essere usciti di scena troppo presto in quella competizione mondiale hanno segnato il suo allontanamento dalla sede tecnica degli azzurri ma anche quello momentaneo con i club nostrani.

Adesso, però, Prandelli torna a casa e riparte in Serie A da un Genoa bisognoso di una figura matura, esperta e stabile come lui: 581 partite, 253 vittorie, 175 sconfitte e 153 pareggi con 912 punti totalizzati complessivamente. 

In bocca al lupo mister Prandelli!

Chiara Vernini

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