Napoli campione. Il Napoli vince matematicamente lo scudetto proclamandosi Campione d’Italia 2022/2023. 

“Scusate il ritardo”, volendo utilizzare il titolo di un celebre film di Massimo Troisi. Ma, ormai, non conta più il ritardo, i ricordi, l’attesa lunga più di 33 anni. 

Conta adesso, conta il momento. Mentre un’intera città si riversa nelle vie, si trasforma, si crogiola nell’euforia, nella sensazione di avercela fatta. I volti si scrutano, si esaminano, ma ognuno trova nell’altro un qualcosa che gli appartiene, che gli assomiglia. Ognuno si sente parte e allo stesso tempo speciale nel poter festeggiare la vittoria. 

Una vittoria arrivata con merito, con prestigio, con quella forza nel credere in un destino favorevole. 

Quindi, ecco i
10 BUONI MOTIVI PER CUI IL NAPOLI HA MERITATO DI VINCERE LO SCUDETTO: 

  1. SQUADRA: Essere fondamentale è importante, ma ciò che ha contato è stato il lavoro di squadra. Tutti, dai titolarissimi alle, cosiddette, “riserve”, hanno combattuto per dare il 100% di sé durante il campionato, trovandosi sempre pronti e disponibili alla chiamata del mister. 
  2. LUCIANO SPALLETTI: L’allenatore più anziano ad aver vinto lo scudetto. D’altronde sarà anche il suo primo grande trionfo in Italia. Mai, né ai tempi della Roma e dell’Inter, vi era riuscito. Era riuscito solo nella lontana Russia a vincere un titolo. Eppure, piano piano e con pazienza, ha saputo plasmare nelle sue mani una squadra vincente, riuscendo a perfezionarla di giorno in giorno, sempre utilizzando quello che è diventato quasi un mantra: “Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli.”  
  3. KIM MIN-JAE E LA DIFESA: 3 come il numero di maglia che indossa il difensore sud-coreano, arrivato la scorsa estate dalla squadra turca del Fenerbahçe. Arrivato per sostituire Koulibaly, Kim si è subito dimostrato pronto a prendere in mano le chiavi della difesa partenopea. Oltre all’incredibile gioco aereo, si trova sempre pronto nelle situazioni pericolose, contrastando l’attacco avversario, dominando la scena. 
  4. COMPATTEZZA: Se nella numerologia questo numero viene associato all’equilibrio e alla sicurezza, è giusto che si parli del centrocampo azzurro. Infondo, se c’è equilibrio a centrocampo è logico pensare subito al bilanciamento dell’intera squadra. Zielinski, Anguissa e Lobotka durante il corso dell’intera stagione hanno dimostrato grandi qualità e stabilità che hanno contribuito a renderla una delle squadre più forti d’Europa.
  5. CINQUE LUNGHI ANNI: Sono passati ormai cinque anni dalla stagione 2017/2018 dove sembrava quasi tutto pronto. Il Napoli era un passo dal proseguire la sua lotta scudetto, al tempo con Sarri e la vecchia guardia. Poi, complice il famoso “caso albergo”, quel sogno svanì. Eppure, in quell’occasione, anche Napoli sembrava “troppo abbottonata” quasi a non volerci credere. È stato il gol di Giacomo Raspadori allo scadere della sfida contro la Juve a riportare per un attimo alla memoria, il gol in extremis di Koulibaly, sempre a Torino. Che l’attesa abbia aumentato il desiderio? 
  6. VOLATA IN SOLITARIA: Dalla 9ª giornata, da quel Cremonese-Napoli (1-4) dello scorso 9 ottobre, il Napoli non ha mai lasciato la testa della classifica di Serie A. Nel campionato 1986/1987, dalla 9a alla 13a aveva guidato la classifica, per poi riprendere due giornate dopo la testa fino alla prima storica vittoria. Nella stagione 1989/1990 fu tutto un po’ più “traballante”. Breve lampo alla seconda e 5ª giornata, per poi prendere dalla 7a fino alla 23ª giornata il comando della classifica. Fu il Milan di Arrigo Sacchi ad impensierire il Napoli (26a a 30a), per poi lasciare agli uomini di Alberto Bigon la vittoria del secondo scudetto. 
  7. CITTA’: Per antonomasia, il numero 7 viene associato alla magia, e in questi giorni, di preparazione, Napoli ha assunto un aspetto davvero magico. Nella città, che unisce da anni il sacro al profano, è quasi scontato vedere come il tifo, o fede, verso il Napoli si sprigioni in ogni angolo, come un fuoco sacro che cresce sotto il suolo partenopeo. Striscioni, nastri, bandiere, qualsiasi cosa possa essere collegata al Napoli fa la sua bella mostra al mondo. Sagome dei calciatori si affiancano ad attività pubbliche. Insomma, la città vive in simbiosi con la squadra. 
  8. OTTAVI? NO, QUARTI: Nella stagione in cui il Napoli ha dimostrato il proprio valore, non si può non omettere il percorso europeo. Iniziato, con un girone complicato (Liverpool, Rangers e Ajax), il Napoli ha però dimostrato di avere qualità, superando gli ottavi, per la prima volta nella storia, contro l’Eintracht Francoforte, fermandosi però agli ottavi contro il Milan. Ma chi ben incomincia, è a metà dell’opera. 
  9. ATTACCO: Con 69 gol realizzati, l’attacco azzurro risulta il più prolifico della Serie A. 17 giocatori su 22 hanno realizzato almeno una rete, contribuendo al successo finale. Tra i più realizzativi spiccano Kvicha Kvaratshkelia (12) e Osimhen, che comanda la classifica marcatori con 22 gol.  
  10. BONUS-MARADONA: Perché sarà il primo scudetto senza Diego Armando Maradona, seppure lo stadio ormai porti il suo nome. Perché Napoli lo continua a ricordare, a “venerare”. Perché continua ad esserci su ogni striscione azzurro, o perché sia ancora capace a far essere tutti quanti d’accordo. 

 

Rosaria Picale