Nella sfida del 19 gennaio che ha visto contrapposte Juventus e Monza, un vecchio volto bianconero è stato protagonista. Stiamo parlando di Raffaele Palladino, allenatore biancorosso e vecchia promessa della Juventus.  

Lo scorso settembre, nella prima partita come allenatore del Monza, aveva sorpreso tutti con la vittoria per 1-0.

 L’occasione non si è riproposta ma il tecnico, originario di Mugnano di Napoli, ha mostrato di poter far bene e di essere orgoglioso del suo gruppo. 

Attualmente il club, di proprietà di Berlusconi, si trova al 13° posto, con 22 punti. Nelle ultime cinque partite ha ottenuto due vittorie, tre pareggi e una sconfitta. 

Un percorso da allenatore che, dopo una carriera tra altri e bassi, inizia alla fine degli anni ’90, dopo un inizio, in un luogo insolito: una scuola di danza. 

Palladino, racconterà negli anni, che la madre, non contenta del suo percorso scolastico, deciderà di iscriverlo in una scuola di danza per balli di coppia. 

Raffaele, già tifoso della Juventus, però, sa ciò che vede nel suo futuro: con l’aiuto del padre, convince la madre e così inizia la sua avventura.

Come lui stesso racconterà, inizia a 12 anni giocando negli “Amici di Mugnano”. Però, non è tutto nuovo.

Fa parte di quella moltitudine di giovani che crescono nel calcio di strada, quel calcio con le sue regole in cui Raffaele si rivede. 

Dopo tre anni, e vari provini, viene notato per far parte delle giovanili del Benevento, dove rimarrà dal 2000 al 2002.

Nell’ultima stagione, disputa alcune gare di SerieC1. Viene notato dagli osservatori della Juventus ed entra a far parte della primavera: 

“Della Juventus ho tanti ricordi speciali. All’epoca ci si allenava ancora tutti al vecchio Stadio Comunale, dalle Giovanili alla Prima squadra. C’era un lungo corridoio con tante stanze, alla fine c’erano I cosiddetti ‘Grandi’. Così ci capitava spesso di incontrare i campioni, come Del Piero, Zidane, Davids, Salas.” 

Questo avrebbe rivelato negli anni seguenti a quei primi momenti, ricordando il suo percorso bianconero.

Disputa due campionati Primavera, formando una coppia consolidata con il nigeriano Benjamin Onwuachi.

Segnerà 20 reti nel primo anno e 21 nella successiva edizione. 

Dopo ciò, la dirigenza decide di fargli fare pratica, mandando in prestito.

La prima destinazione è la Salernitana, in Serie B, giocando 39 partite e 15 reti.

L’anno seguente arriva a Livorno, dove il 27 agosto 2005, esordisce in Serie A.

Quest’esperienza, però, segna l’inizio dei suoi innumerevoli infortuni, il più grave quello al ginocchio, che lo accompagneranno per tutta la carriera. 

Ritorna a Torino, dove nel frattempo la Juventus è retrocessa in Serie B.

Sotto la direzione di francese Didier Deschamps, il 18 novembre 2006 contro l’Albinoleffe, complice anche un infortunio di Del Piero, viene schierato titolare e segna al 52′ il suo primo gol con la maglia della Juventus. (1-1).

Diventa così un punto fermo nello scacchiere bianconero e il 19 marzo 2007 segna contro la Triestina, la sua prima tripletta in carriera.  

Chiude la stagione di 25 presenze con 8 reti, contribuendo alla promozione bianconera in Serie A. 

L’anno seguente, con Claudio Ranieri in panchina, viene riconfermato nel ritorno in Serie A.

Durante la stagione, però, è evidente la concorrenza che deve condividere con Del Piero, Iaquinta e Trezeguet. 

Passa, così, in comproprietà al Genoa, ma a causa di un pesante infortunio, sempre al ginocchio, ritrova spazio nella seconda metà del campionato.

Allenato da Gasperini, è protagonista nella sfida contro la sua Juventus, l’11 aprile 2009, con il goal vittoria.

Un’infezione virale lo tiene ai box per lunghi mesi, riportandolo sul campo solo nel settembre del 2009.  

Nel gennaio del 2011, diviene di comproprietà fra  Parma e  Juventus, venendo riscattato dalla squadra emiliana nel giugno dello stesso anno.

Dopo di ciò, però, la sua già difficile storia di infortuni, diventa sempre più insostenibile.

L’ennesimo infortunio al ginocchio lo costringe a saltare due stagioni e dopo il fallimento del Parma, è svincolato fino al novembre 2015 arriva al Crotone, militante in B e allenato da Ivan Jurić. 

Due anni che lo legano al club rossoblù per poi ritornare in Serie B, passando allo Spezia nel gennaio del 2018, giocando solo 6 partite, diventando svincolato. 

L’ex promessa, come tante d’altronde, si ritrova senza squadra, fine nel marzo del 2019 passa al Monza, appena rilevato dalla Serie C da Berlusconi e Galliani.

Tuttavia, a causa dei soliti disturbi fisici non viene mai schierato. 

Il 9 ottobre del 2019, decide di iniziare un nuovo percorso della sua vita, ritirandosi dal calcio, diventando però collaboratore tecnico del settore giovanile: allenatore dell’under15 e poi della Primavera. 

La prima squadra arriva in Serie A e dopo un traballante inizio con Giovanni Stroppa, il club gli dà una chance, esordendo contro la Juventus, vincendo di misura.

Un Monza che ha dimostrato, negli scorsi mesi, compostezza e idee chiare, e chissà.

Sarà di nuovo Juventus – Monza, il passato e il presente di Raffaele Palladino. 

 

Rosaria Picale