Italia ai Mondiali

Sette vittorie su sette, un totale di 18 gol segnati nelle qualificazioni: le Azzurre voleranno in Francia dopo vent’anni dall’ultima partecipazione (1999, negli Stati Uniti).

Ormai è realtà, le ragazze del calcio hanno fatto la storia e, già solo per questo meriterebbero un briciolo d’attenzione da parte di quelli ancora troppo scettici.

Le Azzurre che a breve calcheranno i campi francesi appartengono a una generazione di piccole donne che hanno dedicato la loro vita a questo sport misurandosi con ostacoli strutturali e culturali che hanno saputo valicare.

Le Ragazze italiane sono quelle che sono state artefici con caparbietà di processi di crescita che, soprattutto negli ultimi anni, stanno portando risultati. La qualificazione mondiale ne è la giusta conseguenza.

Nazionale femminile calcio, ecco le Ragazze italiane

E’ doveroso presentare le Azzurre che stanno scrivendo pagine di storia e hanno voglia di vivere fino in fondo il proprio sogno. Ragazze ambiziose, caparbie, esemplari che ci hanno creduto, non hanno mollato e stanno dimostrando che il calcio non ha sesso.

DIFENSORI 

Dopo aver presentato le ragazze pronte a difendere i pali italiani, proseguiamo con il reparto difensivo. Appena 4 sono i gol subiti durante le sfide di qualificazione da Gama e compagne.

Iniziamo dal capitano Sara Gama.
La triestina, classe ’89, è uno dei volti più noti del calcio femminile italiano ma non avrebbe mai immaginato che sarebbe stata lei, con il suo bottino di più di 100 presenze in maglia azzurra, a condurre l’assalto della nazionale di calcio femminile in Francia.

Consigliera federale della Figc, presidente della Commissione sviluppo del calcio femminile, Sara è un’eroina vera che è spesso espressa sul ruolo delle donne nello sport.

«Poco tempo fa sembrava una lotta contro i mulini e vento.
Adesso non più, da tre anni la federazione ha preso una direzione precisa, per la prima volta vedo cose accadere attorno a me senza dover spingere perché qualcosa si muova, questa è la soddisfazione più grande».

Prima di essere capitano della Juventus ha vestito le maglie di Tavagnacco, Brescia e annovera anche un’esperienza estera al PSG.
Nella sua carriera ha vinto 3 Campionati, 2 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane.
In vista del Mondiale Sara afferma:

“Noi sappiamo da dove arriviamo, erano vent’anni che la Nazionale non si qualificava per la fase finale di un mondiale… andiamo lì per dare il meglio”.

“Ora sapete dove stiamo andando con tutte le nostre forze”, le parole di Sara Gama rappresentano le Donne!

Elisa Bartoli, romana e romanista non poteva che essere capitano della Roma femminile.
La chiamano Gattuso da quando era bambina, è un concentrato di grinta e passionalità.
Ha vinto due campionati di serie A, con la Torres e con la Fiorentina prima di decidere di tornare a casa e sposare il neonato progetto giallorosso.
Gioca nella nazionale italiana fin dall’Under 17. Dal 2013 gioca nella Nazionale maggiore e adesso è pronta a partire.

 “Un Mondiale fatto bene farà crescere tutto il movimento.
E’ il sogno della vita.
Prima lo guardavo in tv e ora ci sarò io a cantare l’inno.”

Elena Linari sa cosa significa rappresentare l’Italia all’estero lei, fresca di vittoria in Liga con la maglia dell’Atletico Madrid.
Dall’Atletica (Castello) all’Atletico (Madrid), “Tiravo calci nel giardinetto sotto casa e un bambino mi dice: “perché non vieni a giocare con noi?”
Nata a Fiesole nel 1994, gioca nella Nazionale dal 2009 -ha iniziato con l’Under 17- per poi approdare nel 2013 alla Nazionale maggiore.

“Ogni traguardo è un nuovo punto di partenza”: Elena Linari, dopo la Liga il Mondiale

Anche Alia Guagni porterà un po’ di Firenze al Mondiale.
Fiorentina di nascita, ha iniziato a calcare i campi da calcio nel lontano 1997 con la Primavera viola fino a essere promossa in prima squadra.
Dal 2013 al 2015 ha avuto modo di giocare su rettangoli statunitensi giocando in Woman Premier Soccer League.
Nel 2015 tonerà a casa per sposare il progetto della neo fondata Fiorentina Woman’s: diventa un punto ferma delle viola.
Le prima apparizioni in Nazionale si registrano con l’Under 19 nel 2004.
Dal 2009 è un perno della Nazionale maggiore e, a quasi 32 anni, realizzerà il suo sogno.

Lisa Boattin ha debuttato in Serie A con la maglia del Venezia nel 2011, quando aveva appena 14 anni. E’ definita come una delle migliori giovani promesse del calcio femminile italiano. Lisa è terzino sinistro di grande spinta; gioca nella Juventus ed è fresca di Scudetto e Coppa Italia. 

Lisa Boattin – Immagine: Spazio J

Laura Fusetti, classe ’90, come molte, ha iniziato a giocare a pallone nella squadra dell’oratorio. Nata e cresciuta a Milano, la carriera calcistica è concentrata in Lombardia. Diventa leader del Como prima di passare al Brescia, nel 2017. Con le Rondinelle esordirà in Woman’s Champions League poi, sulla scena calcistica italiana è sbarcato il Milan con la sua squadra femminile e Laura non ha saputo dire di no.
In Nazionale muove i primi passi nell’Under 19 poi, con Milena Bartolini è parte del gruppo che ha fatto la storia fino alla chiamata attuale per il Mondiale.

Anche la 28enne originaria di Cerchio (AQ), Linda Tucceri Cimini, si appresta a coronare un sogno.
Terzino sinistro del Milan con un passato al Cervia-Riviera di Romangna, alla Torres e al San Zaccaria.
Veste la maglia azzurra dal 2015, voluta da Cabrini.

Ecco un’estratto della lettera che le hanno scritto i familiari prima di quest’avventura pubbicata su www.terremarsicane.it:

Cara Linda,

sembra ieri che rincorrevi il pallone per le stradine del paese, giocando in piazza con i tuoi fratelli ed i tuoi amici. Fin da bambina avevi questa sconfinata passione per il calcio e finalmente, oggi, dopo tanti sacrifici, sei stata ripagata e rappresenterai l’Italia ai mondiali.
Noi tutti siamo orgogliosi di te e dei risultati che hai raggiunto nella tua splendida carriera e non vediamo l’ora di metterci tutti insieme davanti al televisore a tifare per te e per le tue compagne di squadra.
Sappiamo che scenderai in campo con tutta la tua grinta e che ci regalerai sicuramente altre soddisfazioni.

 

 

 

 

 

 

Caterina Autiero