“È ufficiale, il Bari Calcio fallisce”: è ciò che si legge sulle testate giornalistiche poco dopo le ore 19 il 16 Luglio, come abbiamo anche riportato sulla nostra testata. Tristissima notizia, non solo per i tifosi ma per tutti gli amanti del calcio italiano; dopo Modena e Vicenza, club che militano nel campionato di Lega Pro, arriva anche il fallimento dei pugliesi e del Cesena.

Proprio il  giorno 16, il CdA ha stabilito che la società fosse messa in liquidazione: dopo ben 110 anni, festeggiati proprio nella passata stagione, il club barese dovrà ripartire dalla serie D.

Dopo un finale di stagione travagliato con l’uscita dai play off e un triste epilogo, arrivano finalmente buone notizie verso la tarda serata del 31 Luglio. È proprio il primo cittadino della città Antonio Decaro, colui che ha lottato per evitare il fallimento del club, ad annunciare in sala stampa che sarà Aurelio De Laurentiis il nuovo patron del Bari. Numerose erano state le candidature tra cui nomi altisonanti del panorama calcistico, come quelli di Lotito, Presidente della Lazio e della Salernitana, e Preziosi, Presidente del Genoa.

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Il Sindaco ha affermato: “L’ ho scelto perchè ha una solidità economica, per la competenza sportiva e per il nome che si porta dietro. Gestisce una società di calcio in serie A che partecipa alle coppe europee e proprio perché sta in serie A ha meno conflitti di interessi con il percorso che il Bari dovrà fare. Ho scelto lui perché è la persona con cui ho litigato di più”.

Il club biancorosso ripartirà dalla serie D, causa del secondo fallimento in quattro anni. Il primo cambiamento del nuovo Patron è la denominazione da “Football Club Bari 1908” a “Società Sportiva Calcio Bari”.

In sala stampa, dopo il Sindaco, a prendere la parola è il neo Presidente, De Laurentiis. “Il Bari ha una storia di 110 anni, ci sono state stagioni belle e altre meno in questi anni. Ora voglio una cavalcata per tornare in A, e anche lavorare sulle regole che non permettono di avere due squadre in A con la stessa proprietà. Vogliamo un cambiamento epocale.  Il Napoli era fallito, non esisteva più. Mi venne consegnato un pezzo di carta nel 2004 e iniziai dalla C, una realtà che mi ha insegnato molto. Poi la B e la cavalcata fino alla Serie A, siamo stati per 9 anni di fila in Europa.

Napoli e Bari sono due situazioni diverse. Da rispettare e non da unire. Quando ho pensato al Bari, visto che sono stato sempre un sostenitore del Sud, ho pensato che al Sud non c’è impresa. Manca la cultura politica. Ho sempre detto che qui c’è potenziale, bisogna sfruttarlo. Questa società non sarà mai un’appendice del Napoli, tant’è che ho convinto in due giorni mio figlio Luigi a interessarsi di calcio, e non si era mai interessato”.

 “I colori del nuovo Bari saranno il bianco e il rosso, quelli delle crociate e della lotta. Bisogna lavorare per riportare il Bari in Serie A ma non secondo le solite regole, bisogna cercare di rivoluzionarle“, afferma il Presidente azzurro e biancorosso.

Il 9 Agosto la società barese si è presentata in tribunale e la procura ha chiesto il sequestro conservativo dei crediti  in liquidazione, si parla di un totale intorno ai 1,3 milioni di euro. Stando a quanto riporta l’Ansa, si parla anche di una proposta da parte della difesa della società del presidente liquidatore Cosmo Giancaspro  di concordato preventivo in bianco per evitare il fallimento.

Che cos’è un concordato preventivo in bianco? È uno strumento che la legge fallimentare mette a disposizione dell’imprenditore, in crisi o in stato di insolvenza, per evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo destinato a portare ad una soddisfazione anche parziale delle ragioni creditorie.

Entrambe le istanze sono state depositate nell’udienza dinanzi al Tribunale di Bari chiamata a decidere sulla richiesta di fallimento.

Stando a quanto riporta BariToday,  sarebbero stati non pagati gli stipendi dei giocatori e sarebbe da aggiungere almeno un altro milione di euro alla lunga lista di debiti perchè i tesserati della società barese non sono stati svincolati a Giugno bensì il 31 Luglio, mantenendo così inalterati per un altro mese contratti e stipendi a molti zeri.

L’udienza con cui il tribunale si esprimerà è stata rinviata al  16 agosto. In data odierna la sezione fallimentare del tribunale ha rinviato nuovamente  la decisione sul sequestro dei crediti richiesti dalla procura.

Aurora Levati