Bibiana Steinhaus, dopo aver diretto la finale della Supercoppa di Germania, ha annunciato la fine della sua carriera

“Il calcio non perde soltanto un arbitro eccellente ma anche una gran personalità, una pioniera in un bastione maschile“.

Così Fritz Keller, presidente della federazione tedesca di calcio (DFB) ha espresso dispiacere per la fine della carriera di Bibiana Steinhaus.

Un percorso lungo 25 anni, iniziato seguendo le orme del papà, quando era appena 16enne ma che non è stato facile. La madre, ad esempio, si è rifiutata molto presto di assistere alle sue partite a causa dei copiosi insulti che le arrivavano dagli spalti.

Ha debuttato nel calcio professionistico nel 2007 e dopo dieci anni, nel 2017, viene promossa in Bundesliga diventando il primo arbitro donna a dirigere una gara della massima competizione maschile nazionale. 

Bundesliga: Bibiana Steinhaus è il primo arbitro donna

Autorevole e tecnicamente molto preparata, in carriera ha diretto anche la finale dei Mondiali femminili del 2011 e quella delle Olimpiadi di Londra, oltre a molte partite internazionali della Champions League donne.

Dopo aver maturato tanta esperienza (ha arbitrato 23 partite di Bundesliga, 92 in seconda divisione e 35 in Bundesliga femminile) e aver raggiunto traguardi inaspettati come la nomina ad arbitro femminile dell’anno in sette occasioni, ha deciso di ritirarsi.

Una decisione sofferta e annunciata dopo aver diretto l’incontro di Supercoppa di Germania tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund, vinto dai bavaresi per 3-2.

«Come molte persone, sono stata costretta a ripensare alle mie priorità durante la crisi del coronavirus e, dopo una discussione con Lutz Michael Fröhlich, direttore sportivo d’élite della DFB, ho deciso di concludere la mia carriera nazionale e internazionale».

La 41enne, agente di polizia di Bassa Sassonia, ha detto che la sua decisione è arrivata dopo un periodo di riflessione e che avrebbe fornito maggiori dettagli sulle sue motivazioni in seguito.

Sebbene, tempo fa, al New York Times, aveva dichiarato: “Io non mi sento una pioniera, per me è la normalità e vorrei lo diventasse per tutti“, è indubbio che il suo è stato un percorso straordinario che la erge a modello per tante ragazze.