Dopo la deludente prestazione contro il Verona e l’immediato addio di Gennaro Gattuso, il Napoli si “guarda dentro” per capire il perché di questa stagione anomala e ripartire da zero per il futuro

Sono trascorse ormai svariate ore dall’ultima, in ordine di tempo, delusione che i tifosi partenopei hanno ricevuto dalla loro squadra del cuore.

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La prestazione a tratti orrenda contro l’Hellas Verona di Juric, che di fatto è costata un posto al sole nell’Olimpo della Champions League targata 2021/2022, ha concluso non solo la stagione, ma anche un ciclo, quello di Gattuso, caratterizzato da troppi momenti IN e OUT, alla continua ricerca di una stabilità.

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Foto profilo ufficiale Twitter SSC NAPOLI

Una storia, quella con Rino Gattuso, iniziata dopo l’addio del vincente Carlo Ancelotti e che ha portato il Napoli a risollevarsi da un periodo non roseo, fatto tra l’altro di eclatanti ammutinamenti e rosee aspettative in parte disattese, che è durata in tutto un anno e mezzo e che ha regalato ai partenopei la gioia di una Coppa Italia, primo trofeo vinto in tempo di pandemia, e due piazzamenti in chiave Europa League.

Un divorzio per certi versi annunciato, quello tra il tecnico calabrese e la società azzurra, ma in ogni caso regolarmente interrotto perché a scadenza.

L’ultimo spettacolo da mandare in scena, sarebbe stato quello di domenica sera al “Diego Armando Maradona” di Napoli. Uno spettacolo che avrebbe dovuto regalare ai tanti tifosi partenopei la gioia di ritornare in Champions e congedarsi in positivo con mister Gattuso.

E invece è andato storto tutto. Il pareggio contro i veronesi, la vittoria di Milan e Juventus ha spento tutti i sogni partenopei e infuso in un intero popolo rabbia, delusione, sospetti e disillusione.

Ma da dove nasce questo autentico suicidio del Napoli?

È davvero solo il risultato di questa stagione o l’ultimo atto di un triennio che, dall’addio di Sarri, ha condotto in confusione un po’ tutti?

Chi sono i responsabili di tutto questo? Il presidente? Il Direttore Sportivo Giuntoli? Gattuso? La squadra tutta o solo i cosiddetti “senatori”?

Perché dal dopo Sarri, sembra essersi rotto un ingranaggio funzionante sebbene non vincente e non si riesca a trovare ancora il modo per riparare o sostituire degnamente ciò che è rotto?

Perché in molti tifosi si sono insinuati pensieri diciamo un po’ “estremi” riguardo l’ultima partita del Napoli, giocata da una squadra che, padrona assoluta del suo destino, ha letteralmente gettato alle ortiche un prestigioso finale di stagione?

Troppe domande, poche risposte, ancora in parte trincerate da quel silenzio stampa imposto dalla società da febbraio e ancora in vigore.

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Come ripagare un intero popolo da una delusione così forte? Non si rischia un effettivo e reale allontanamento e affievolimento di quell’AMMMORE che da sempre contraddistingue il tifo all’ombra del Vesuvio?

Cosa attende ora la città e la tifoseria? Si parla di rivoluzione, inesorabilmente anche di ridimensionamento, con la vendita di qualche gioiello di famiglia; naturalmente poi è in piedi la questione allenatore, che, si presume, occupi i principali pensieri dei piani alti della società. Giuntoli non è in scadenza di contratto ma nel calcio ci hanno abituati che ormai tutto possa accadere.

Sarà un’estate di fuoco nel golfo di Napoli dunque, con i tifosi che probabilmente resteranno nel dubbio e si ritroveranno tatuate in maniera indelebile le ormai celebri “crocette sul fegato”. Forse… O forse no… E allora torneranno a tifare con lo stesso ardore e la stessa passione di sempre, incuranti di tutto e tutti, sperando ancora di non assistere più ad altri “suicidi” calcistici della propria squadra.

Simona Cannaò