Era solo un ragazzino di origine italiana che viveva nel quartiere Palermo di Buenos Aires quando a Diego Simeone, ex calciatore argentino e attuale allenatore dell’Atletico Madrid, il mister dei pulcini del Velez gli rifila non a caso il nomignolo di El Cholo (termine che nello slang sudamericano indica i mezzo sangue), ma soprattutto lo accomuna per una certa energia ed organizzazione in campo al noto Simeone Carmelo, bandiera del club per eccellenza.

In lui si intravedeva con una certa sicurezza l’ambivalenza che ne avrebbe fatto un brillante centrocampista, pronto a diventare attaccante all’occorrenza, e un allenatore vincente e determinato, dalla forte personalità.

Simeone
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Proprio con il club argentino Diego fa il suo esordio a diciassette anni e va a rete già dalla seconda partita nella quale scende in campo; saranno tre stagioni in cui le sue qualità di leader indiscusso e di calciatore dinamico si mettono in luce tanto da essere notato anche dalle squadre del Vecchio Continente.  

Il primo ad aggiudicarselo nel 1990 sarĂ  il Pisa che lo farĂ  esordire in Serie A contro il Bologna nel settembre dello stesso anno.

 

Dopo un passaggio al Siviglia, accetta l’offerta dell’Atletico Madrid e con i biancorossi avverrà la sua consacrazione quando, nel 1996, vince il Campionato di Spagna e la Coppa Nazionale, realizzando nel solo campionato ben 12 gol.

Tornerà nel Bel Paese ingaggiato dall’Inter prima (dove non mancheranno gli attriti con Ronaldo) e dalla Lazio poi. Con i biancocelesti vincerà nel 2000 lo Scudetto da assoluto protagonista: è sua infatti la rete che consente alla squadra di battere la Juventus; non solo; nello stesso anno la Lazio vince la Coppa Italia battendo l’Inter (grazie alla sua rete) nella finale di andata e pareggiando il ritorno.

 

E questione di mesi e l’8 settembre la Lazio si aggiudica anche la Supercoppa italiana ancora una volta battendo l’Inter.

Ritornerà tra le fila dell’Atletico Madrid nel 2003 per chiudere la carriera da calciatore con il Racing Avellaneda, club argentino del quale in seguito diventerà allenatore. 

Le sue gesta in campo sono particolarmente significative anche con la Nazionale Argentina, nella quale milita dal 1996 al 1998 indossando la fascia di Capitano in occasione dei Mondiali di Francia.

 

Dopo svariate esperienze in panchina con il Racing Club, il River Plate e il Catania, Simeone ritornerà all’Atletico Madrid nel 2011 e come già era avvenuto durante la carriera di calciatore, con i biancorossi saranno anni di trionfi: dalla Coppa di Spagna del 2013 al Campionato del 2014, dalla Supercoppa di Spagna dello stesso anno alla vittoria della Uefa Europa League nel 2012 e nel 2018 sino alla doppia vittoria in Supercoppa Uefa nel 2012 e nel 2018.

Di lui si parla come del creatore di una vera e propria filosofia di allenamento, il Cholismo:

Sempre avanti e mai arrendersi

Il modo migliore per vincere è continuare

Essere affamati di vittoria

Trattare ogni pallone come se fosse l’ultimo.

Simeone è noto per il suo giro di stanze la sera prima dei match importanti: giocatore per giocatore spiega ad ognuno cosa si attende da loro cercando il modo migliore per motivarli.

E a giudicare dai risultati il Cholismo funziona.

 

Silvia Sanmory