Il DS della SSC Napoli Cristiano Giuntoli e il suo capolavoro di mercato.
Squadra rifondata con forze fresche, forti e giovani, pronte ad affrontare tutte le sfide della stagione

Brutta, sporca, cattiva e soprattutto, lunghissima: ecco ciò che è stata, in soldoni, questa sessione estiva del calciomercato.

Iniziata ufficialmente il 1° luglio ma con un pre-snervo niente male già praticamente a campionato terminato. Il valzer dei calciatori, delle notizie vere o false, delle indiscrezioni, delle “bombe” pronte ad esplodere ma che in tanti casi hanno fatto cilecca, di quelli che “C’eravamo arrivati noi già da marzo” (come se ciò rappresentasse un premio)…

Il calciomercato ormai è sempre più somigliante al circomercato.

In questo marasma fatto di tutto e nulla, chi merita di essere annoverato tra gli “Up” di questa sessione il DS del Napoli Cristiano Giuntoli.

Seguendo le direttive del patron della società, Aurelio De Laurentiis, questo silenzioso e concreto signore toscano col pedigree, ha portato in azzurro forze fresche e nuove, affamate di vittoria e affermazione.

Sirigu, Kim, Olivera, Ostigard, Ndombele, Simeone, Raspadori e quel Kvaratskhelia che sta già facendo sognare il popolo partenopeo.

Acquisti mirati, atti soprattutto ad aprire un nuovo ciclo dopo le partenze non proprio ad impatto zero di giocatori come Ospina, Insigne, Koulibaly, Mertens e in ultimo, Fabian Ruiz.

Rivoluzione, rifondazione, ripulita per molti (e ci sta).

Giuntoli, uomo mercato.

L’esperto del settore che sa stare in prima linea ma anche dietro le quinte con il più classico e funzionale “Testa bassa e pedalare”.

L’uomo che mitiga l’esuberanza presidenziale, che colpisce nel segno con poche parole ma chiare e comprensibili: lo si è visto anche in qualche intervista o conferenza stampa.

L’uomo giusto al posto e al momento giusto. Sì, perché il Napoli ne aveva bisogno. Aveva bisogno di questo restyling dopo anni di solidità che comunque col tempo ha dovuto affrontare il fisiologico deterioramento.

Aria fresca e pulita in squadra, ragazzi giovani che “si faranno”, messi sotto l’egida di Lucianone Spalletti, pronti ad affrontare campionato, Champions League e Coppa Italia in una stagione che più anomala non è mai stata e, speriamo, mai più sarà.
Il mondiale che “rompe” (in tutti i sensi)… Quel mondiale che spezzerà come zitoni di grano duro la stagione calcistica. Quel mondiale pieno di contraddizioni e polemiche. Quel mondiale di nuovo senza l’Italia.

Le squadre e le società di Serie A avranno tempo e modo di riflettere e/o e eventualmente correre ai ripari, in termini di mercato, nel mentre si disputerà il mondiale qatariota.

Magari il Napoli questo problema non lo avrà, visto il gran lavoro compiuto da Giuntoli in questi mesi, nonostante una parte della piazza e della tifoseria ha remato letteralmente contro la società, con toni troppe volte sopra le righe e  sfiorando addirittura il violento, il minaccioso e il volgare, in particolar modo nel mondo social, zona ancora troppo franca per gli odiatori seriali e i soliti leoni da tastiera e divano.

Tornando alla campagna acquisti: sfumato in extremis l’arrivo in azzurro di Keylor Navas dal PSG, le porte, anzi, la porta del Napoli ha avuto la conferma di essere difesa ancora per un anno da Alex Meret, prossimo al rinnovo e al quale si deve dare tutta la fiducia possibile.

E Cristiano Ronaldo?

Cos’è stato esattamente?

Una suggestione, il tentativo di una volpe come Jorge Mendes di sistemare nel golfo di Napoli il suo gioiello, il top dei top.

Una bella suggestione ma non in linea con la politica della SSC Napoli, per ragioni soprattutto di campo e spogliatoio.

Nulla da aggiungere, è stato però bello anche solo pensarci un po’.

Che dire? Complimenti Dottor Giuntoli, ottimo lavoro finora sulla carta.

Napoli aspetta e tifa, desidera gioire, emozionarsi, divertirsi, sognare e vedere anche uno di quei sogni realizzarsi, finalmente. E allora jamme bell, Napoli!

 

Simona Cannaò