Inizia male, prosegue bene. Ma come recita un famoso detto “i cavalli buoni si vedono all’arrivo, non alla partenza”. Dopo l’inesistente rigore concesso a sfavore da Nishimura nel primo match di girone e dunque l’amara sconfitta contro il Brasile, la Croazia conferma le doti atletiche che aveva messo in campo, nonostante il risultato finale, con i padroni di casa di questo Mondiale 2014, vincendo – anzi, stravincendo – contro il Camerun per quattro reti a zero. Una vittoria senza se e senza ma, che consegna alla squadra di Niko Kovac i primi tre punti di questa fase a gironi: in terza piazza, dovrĂ  giocarsi la qualificazione agli ottavi contro il Messico, a quota quattro insieme al Brasile.

Netto il divario tra le due squadre in campo, con una Croazia che pressa e un Camerun che soffre e rimane in dieci al 40′ del primo tempo. Bizzarro e inspiegabile – possiamo dirlo – l’intervento di Song (acquisto non così azzeccato del Barcellona), che ha complicato non poco l’equilibrio dei “Leoni Indomabili“, che, svantaggiati anche dall’assenza causa infortunio di Eto’o, tanto indomabili non sono sembrati. Cosa gli sarĂ  mai passato per la mente per arrivare a colpire alla schiena l’attaccante del Bayern Mario Mandzukic a palla lontana, beccandosi così un meritato cartellino rosso? (Che non gli veniva sbattuto in faccia da quando giocava nell’Arsenal, nel 2010). Insomma, pare che la nazionale africana non abbia proprio avuto intenzione di farlo partire bene questo Mondiale. Il match è volato via, come niente fosse. A sbloccare lo 0-0, all’11’, ci ha pensato Ivica Olic. La ripresa, poi, un autentico massacro: doppietta del giĂ  citato Mandzukic (61′ e 73′) e rete di Ivan Perisic (48′). La Croazia si riscatta e recupera dunque la sconfitta contro il Brasile, si prepara ad affrontare con grinta il Messico e spezza i sogni degli ottavi agli undici di Volker Finke.

Eleonora Tesconi

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