Juan Bernabè e quel saluto (romano) di troppo

L’addestratore dell’aquila Olimpia è stato sospeso dopo essere stato beccato in un video di pochi secondi mentre  faceva il saluto  romano e inneggiava al duce.

Il video ha cominciato a circolare su Twitter dopo la fine del match di sabato 16 Ottobre che vede la Lazio sconfiggere in casa l’Inter per 3-1, scatenando un polverone.

Bernabè a fine partita come di consueto passa sotto la curva e la tribuna, e proprio mentre effettua il suo passaggio di rito, un piccolo gruppo sugli spalti ha alzato un coro al quale si è unito.
Bernabè tende il braccio destro,  scena che sorprende anche gli stessi tifosi, tant’è che commentano con un “non ci credo”.

La Lazio in giornata ha pubblicato una nota ufficiale:

“La Società Sportiva Lazio ha inviato nelle scorse settimane una lettera ai fornitori per richiamarli al rispetto del Codice Etico in vigore e in particolare a un comportamento pienamente rispettoso dei principi ai quali di è sempre ispirata l’attività della Società, sia nel campo sportivo che nei rapporti ordinari.
Particolare attenzione è stata sempre posta sul divieto assoluto di procedere ad azioni e comportamenti di qualunque genere discriminatori sotto tutti i profili tutelati dall’art. 3 della Costituzione. Pertanto, appresa l’esistenza del video che ritrae Juan Bernabè (non tesserato e dipendente di una società esterna alla Lazio) in atteggiamenti che offendono la Società, i Tifosi e i valori ai quali la comunità si ispira, sono stati presi provvedimenti nei confronti della società finalizzati all’immediata sospensione dal servizio della persona interessata e all’eventuale risoluzione dei contratti in essere “.

Non è la prima volta, già in passato la Lazio aveva preso le distanze da alcuni tesserati che inneggiavano al fascismo.

Juan Bernabè è addestratore da molto tempo, passione trasmessa dalla sua famiglia adottiva.

Nato a Cadice nel 1968, è stato inizialmente il falconiere dell’aquila del Benfica per poi ricevere la chiamata di Lotito e nel 2010 approda a Formello, vivendo alle porte di Roma con Olimpia, nata nel 2005.
Da più di 10 anni accompagna il volo del rapace nelle partite casalinghe e il primo volo nel cielo fu il 22 settembre 2010 nel partita Lazio – Milan. Nonostante sia stato allontanato, Olimpia continuerà a librarsi nell’Olimpico prima delle partite.

Dell’accaduto ne ha voluto parlare Noemi Di Segni, Presidente dell’unione delle comunità ebraiche italiane, che ha dichiarato:

“Davanti all’ostentazione di gesti e simbologie che rievocano ideali fascisti non possono esserci ambiguità e tentennamenti. Il comportamento dell’addestratore dell’aquila Olimpia emblema della Lazio, immortalato in un video diventato virale, non lascia spazio a dubbi. Si intervenga, da parte della società e della Federazione, con la massima urgenza ed efficacia. Via i fascisti e gli odiatori del mondo del calcio. Un odio che dal campo si propaga in ogni piazza”.

Dopo tutta questa bufera, Bernabè in seguito ha spiegato:

“Sono dispiaciuto per quello che è successo, in Spagna il gesto fascista si fa con il braccio teso in un linea retta. In Italia a quanto pare è anche così, dandosi una pacca sul petto. Io sono una persona assolutamente di destra, del partito Vox in Spagna come pure tanti amici calciatori, ma non di idea fascista, non è proprio nella mia mentalità. Sono un uomo che ha girato il mondo, che fa business in tutto il mondo e che ha rapporti con persone di tutte le razze. È stato un gesto dettato dall’impulso festeggiando il finale di una partita. Un saluto militare, mai fascista. Tuttavia va bene, queste cose fanno parte della vita, ci sono momenti brutti e belli. E questo per me è un momento brutto”.

 

 

Federica Batazzi