Una mamma forte e coraggiosa. Una compagna romantica e sognatrice. Una donna determinata e con gli attributi, come solo noi donne sappiamo esserlo quando la Vita ci porta il conto.
Il ritratto di Francesca Fioretti che per la prima volta ha aperto il suo cuore sulle pagine di un quotidiano potrebbe essere il ritratto di tutte quelle donne che hanno saputo ricominciare dal fondo. Da quel baratro buio e insopportabile. Coma la Fenice che è rinata dalle sue ceneri, Francesca Fioretti è rinata partendo da una Vittoria, la sua Vittoria, rappresentata da da una piccola bambina che ancora non può percepire fino in fondo quanto la vita possa essere assurda e maledetta. Quanto i disegni del destino siano indecifrabili. E allora continua a guardarla con quegli occhioni increduli e sorridenti. Con quello stupore e quella innocenza che appartiene solo ai bambini. Da quell’innocenza, da quegli occhioni Francesca è ripartita. 

In un’intervista commovente, dolce delicata, Walter Veltroni ci presenta una donna che ha saputo nascondere le lacrime e l’angoscia in un modo che forse solo le mamme riescono a fare.
E mamma Francesca Fioretti ha voluto continuare a esserlo fin dal primo giorno senza il suo Davide. Andando ad accompagnare la bimba a scuola già da quel 5 Marzo, portandola in viaggio a Berlino, facendole vivere tutto quello che dovrebbe vivere una bambina di 2 anni.  Vittoria immagina il papà in un posto fatato, magico, fantastico, sa che non tornerà mai più, ma continua a sorridere alla vita.

Immaginiamo gli occhioni malinconici e il sorriso triste di Francesca mentre racconta di come ha conosciuto Davide, di come si sono amati. Dei loro viaggi alla scoperta del mondo come due adolescenti. Della nascita di Vittoria, voluta e desiderata. Davide era nel momento più felice della sua vita – racconta Francesca – e sapere che lei ha contribuito a questa  felicità  le dà la spinta per andare avanti. Non accetterà mai la sua morte, improvvisa e stronza, ma riuscirà a vivere per lui e con lui.

Sono tanti i ricordi che trapelano dalle pagine del Corriere della Sera, ricordi che ci rivelano una coppia romantica e semplice, che viveva un’amore fortissimo.

Due personalità diverse e complementari. Due innamorati che riempivano il salvadanaio con sogni e desideri. E tutto quello che avrebbero voluto fare insieme.

La parola fine a quei sogni è arrivata molto presto. Inspiegabilmente. Inesorabilmente.

Ma dal buio c’è sempre una luce che ci aspetta. Prima un po’ fioca, poi piano piano diventa sempre luminosa.
Quella luce è Vittoria. E Francesca lo sa. 

 

Giusy Genovese

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2 Commenti

  1. […] Davide è volato via come quel soffione che non torna più indietro. “Dovevamo camminare insieme, fino a perderci. Invece siamo soli. Tutti e due. C’era una vita possibile, per me e per lui. Ora, almeno per me, ce n’è un’altra, che non ho scelto. La costante gioiosa è Vittoria. Vittoria, la vita che non smette”.  Con queste parole si era conclusa la sua prima intervista dopo la morte del compagno pubblicata sul … […]

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