Tra i social e i calciatori c’è da sempre un rapporto difficile. Demiral è l’ennesimo a utilizzarli e a esporsi così a critiche feroci. 

Il difensore turco  della Juve  si è esposto in maniera netta su Twitter a sostegno del suo paese – il giovane è attualmente impegnato con la Nazionale – eleggendo come “Operazione di pace” l’azione avviata dalla Turchia contro i curdi:

Gesto compiuto evidentemente di getto e senza valutare le conseguenze da parte di Merih. 

Apriti cielo, sul social si sono scatenate le risposte degli utenti che hanno preso le distanze – alcuni in maniera abbastanza colorita – dalle affermazioni del giovane calciatore, la cui matrice culturale lo porta a viaggiare in direzione completamente opposta rispetto al sentimento comune in Italia e in Europa. 

Claudio Marchisio, molto sensibile alle questioni umanitarie,  ha voluto dire la sua apertamente – e in netta opposizione al difensore turco – sui suoi account. Con parole forti e senza tanti giri:

 

Qualcuno ha ipotizzato una sorta di ‘obbligo’ cui il bianconero, al pari dei colleghi Ünder e Çalhanoğlu, sia stato sottoposto in patria ( i giovani sono attualmente tutti in Turchia). Tutti e tre difatti si sono ritrovati a scrivere su Twitter la stessa cosa…

Siamo di fronte all’ennesima lezione: calciatori e sportivi in generale, famiglie comprese, farebbero bene a pensarci due volte prima di utilizzare i loro profili. Nulla di irreparabile, ma è certo che da ieri Demiral gode di molte meno simpatie rispetto a prima.