Era il 18 Agosto del 1990 quando le giocatrici di Italia e Inghilterra, per la prima volta, si sfidarono in amichevole.

La gara precedette l’incontro fra il Liverpool, squadra campione d’ Inghilterra, e il Manchester United, detentrice della Coppa d’ Inghilterra, per il “Charity Shield” di beneficenza.

Sotto gli occhi di oltre 30 mila spettatori, la queen indiscussa del prestigioso impianto londinese fu Carolina Morace.

Durante la prima mezz’ora di gioco le italiane erano già avanti 2-0, con due gol messi a segno dalla Morace al 15′ e al 30′ poi, Walker realizzò il gol della bandiera per le padrone di casa. Nella ripresa è sempre la nostra Carolina nazionale a brillare realizzando altre due reti  (46′ e 55′): la sfida terminò 4-1 per le Azzurre.

L’ indomani,la Gazzetta dello Sport in prima pagina scrisse:

‘’ll centravanti della nazionale femminile con un poker stende l’ Inghilterra – Ha esordito con la maglia azzurra quando aveva 14 anni. (…) Classe e grinta di cui ha fatto sfoggio ieri in Inghilterra alla sua ottantesima presenza in nazionale portando a 56 i suoi gol in azzurro. Gol di potenza quasi “maschili”, nella difficile battaglia per colmare le divergenze.’’

Carolina, nel tempio del calcio, diede spettacolo con le sue doti di cannoniere.
Quattro reti, un’impresa del genere non è mai stata ripetuta, che si parli di calcio maschile o femminile.

Prima della gara l’allenatore le disse: “Se segni a Wembley puoi definirti a tutti gli effetti una calciatrice” e lei calò addirittura il poker.

“Credo che per ogni individuo che ami il calcio, Wembley rappresenti il Tempio di questo sport… Segnare 4 gol a Wembley è forse la cosa più importante che ho raggiunto… Dopo un gol ero felice. Dopo il secondo, terzo e quarto, tutto lo stadio mi ha applaudito. Ho capito che era qualcosa di incredibile…”

Lì, nel Tempio del calcio dove, come scrive la stessa Morace, i sogni possono diventare realtà”.