Siamo al 22 maggio di ventitré anni fa: la Juventus vince la Champions, una Coppa che da allora è ancora un sogno

 

Anni ’90, per l’esattezza il 1996:  Eros Ramazzotti spopola con Più bella cosa, Vialli gioca con la Juve  e non fa il commentatore sportivo.

E’ maggio, il 22: lo stadio è l’Olimpico di Roma, e proprio Vialli di lì a poco avrebbe alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie, con la maglia bianconera e la fascia da capitano.

Ero solo una teenager con i poster dei miei campioni (Tacchinardi, Ferrara e un giovanissimo Del Piero) appesi in camera e i loro nomi (Ravanelli, Torricelli, Jugovic, Conte, Pessotto, Padovano…) coloravano il mio diario di scuola.

Stavo per vivere da giovane tifosa una finale di Coppa dei Campioni.

Sono passati 22 anni, ma quella notte resta impressa nella memoria…

(immagine wikipedia)

In  finale l’avversaria è l’Ajax,  una big d’Europa (aveva sconfitto nella finale dell’anno precedente il Milan).

 La Juventus passa in vantaggio sugli olandesi al 13′ con la rete di Fabrizio Ravanelli (e il cuore mi batte sempre più forte, ci scappa un urlo).

Al 41′ pareggia l’Ajax con Jari Litmanen, sono seduta e le gambe non riescono  a stare ferme.

Il punteggio resta invariato anche nei supplementari.

Si va ai rigori, una tortura: tremo, mi agito, stringo tra le mani la sciarpa e il tempo non passa… non passa mai!

Dal dischetto gli errori di Davids e Silooy, poi la rete decisiva per la Juventus di Jugović

Le grida di gioia, l’abbraccio con mio fratello, i baci rivolti al televisore che trasmette i volti dei miei eroi. Indimenticabili, sfavillanti, con quella maglia blu che brilla sotto le luci della vittoria.

(immagine elgrafico.com)

Da quella notte magica e indimenticabile (della quale conservo ogni ritaglio di giornale), uno, due, tre, quattro, cinque volte ho sperato di rivivere quelle emozioni: nel 1997 contro il Borussia Dortmund, l’anno successivo contro il Real Madrid, nel 2003 contro il Milan, nel 2015 contro il Barcellona e ancora a Cardiff…

…Mai più la Juve è riuscita a trionfare in finale e nel frattempo quella teenager è diventata un’ adulta che sogna – ancora, nonostante le delusioni –  di rivivere quell’ impresa impagabile: riportare l’Orecchiona a casa della Signora.

Caterina Autiero

(immagine coopertina wikipedia)