L’urlo del Diego Armando Maradona al momento dell’inno della Champions poteva essere il presagio giusto di una delle serate più belle dal punto di vista calcistico per il Napoli…E così è stato!

Il Napoli di Luciano Spalletti, si è infatti, qualificato con due giornate di anticipo per gli ottavi di Champions: unica squadra italiana a centrare l’obiettivo in anticipo. 

Convince, stupisce, ammalia i tifosi. Tutto questo è il nuovo Napoli, capace di stabilirsi e confermarsi, una volta ancora, come una delle squadre più importanti del nostro campionato e d’Europa. 

Passata dal 21°, al 18° posto nel ranking UEFA, è soprattutto, come è stato ormai definito, il Napoli dei record. 

Prima in Serie A e nel girone A, dove ha saputo tener testa, orgogliosamente e meritatamente al Liverpool, senza dimenticare la sua media goal. 

Sono infatti 17, i goal messi al segno durante queste ultime quattro partite in Europa, con una media goal sorprendente: 4,25 a partita. Negli annali dei record europei, il record da “battere” è quello del PSG (2017/2018) con 25 goal.  

Non c’è dubbio alcuno che la squadra, guidata da Spalletti, tenterà il colpaccio. È giusto, sembra addirittura doveroso in questo momento. 

Ventitre punti all’attivo su 27,7 vittorie e 2 pareggi, e la bellezza di 22 reti segnate. Un Napoli che sa benissimo cosa può fare, cosa può realizzare e dove può arrivare.

Incominciare a parlarne ora è prematuro, si sa, ma ne vale la pena rischiare il tutto per tutto, soprattutto in questo momento. Esaltata la squadra, i giocatori e l’allenatore dalla stampa internazionale. 

La BBC, di Luciano Spalletti, dice:

“…è uno degli allenatori più influenti e innovativi che la Serie A ha prodotto negli ultimi 15 anni e che sta ottenendo tardivamente riconoscimenti su quanto sia un grande stratega. Si tratta di un personaggio idiosincratico nel mondo spesso folle del calcio moderno…” 

Complici anche le sue innumerevoli, non proprio vincenti, nel passato, tenta a decollare l’idea e il riconoscimento, ma c’è, eccome se è presente.

Basta un pizzico, un’aggiunta, una modifica in gara in corso, per dotare il Napoli di rinforzi, armi utili, riuscendo al meglio a incanalare una precisa direzione. 

Ai microfoni di Sky nel post-partita ha così espresso: “Alleno dei ragazzi che hanno fatto una cosa immensa. Se era il Napoli che sognavo? Quello che è fondamentale è avere il coraggio di iniziare sempre l’azione, anche quando sei pressato. La Champions lo ha fatto vedere, anche stasera, che tipo di competizione sia.” 

Un Napoli diverso da quello che siamo stati abituati a vedere nel corso degli anni: più deciso, maturo, aggressivo, che si presenta in campo con la precisa conoscenza dei suoi mezzi e delle sue capacità. 

La BBC nel suo elogio continua:

“…Spalletti tira fuori il meglio da un Napoli che sembrava aver perso i suoi migliori talenti in estate, ma che invece è stato rinvigorito…” 

Kvaratskhelia capocannoniere del Napoli, con Simeone, 4 goal in 9 presenze e con la chiamata dell’Argentina a un passo, e Raspadori, quattro reti in 3 partite di Champions, primo calciatore italiano a raggiungere questo obiettivo. Senza dimenticare Kim Min-jae, capace di raccogliere al meglio l’eredità di Koulibaly. O ancora, l’apporto prezioso del nuovo di centrocampo: Lobotka e Anguissa. Il primo, un giocatore completamente rivoluzionato dal tecnico toscano, capace di farlo diventare decisivo e ormai indispensabile nella formazione titolare. Un perno fondamentale che con il centrocampista camerunense, non delude e anzi, conquista. Anguissa risulta potente e decisivo, segno distintivo del nuovo Napoli. 

“Uno per tutti, tutti per uno.” 

Potrebbe essere anche questo il motto del Napoli. Una squadra dove si lavora insieme, per un progetto comune, segnando e facendo segnare la bellezza di quattordici giocatori.

Numeri da “cooperativa”, che spingono su quel legame squadra-tifoseria su cui Spalletti ha voluto fortemente puntare.  

“Il segreto è essere sempre a disposizione del gruppo. Il risultato di un singolo non è determinante se non passa attraverso il lavoro del collettivo. Tra noi attaccanti c’è stima e amicizia, la competizione è sana e nello spogliatoio ci sono grandi persone prima che grandi giocatori. C’è un bellissimo clima, questo entusiasmo porta benefici a tutti.” 

Queste le parole di “Jack” Raspadori, nella conferenza pre Ajax.

Un clima sano che traspare ovunque, nello spogliatoio, in campo, in città e nel resto del mondo, che guarda al Napoli, come una delle squadre più divertenti e pericolose d’Europa.

Un clima nuovo che traspare anche nel momento in cui Osimhen, rientrato dopo il pesante infortunio, concede di far tirare il rigore al georgiano Kvicha. Sembra assurdo, ma non capita spesso. Permesso accordato, Osimhen nei minuti seguenti, tenterà costantemente di segnare. Ha fame di vittoria, ma l’aver concesso il rigore al compagno, lo ha reso ancora più voglioso. Quando segnerà, sarà proprio Kvaratskhelia a correre dalla panchina per esultare con lui. Forse nel tripudio della vittoria, la bellezza del calcio e del Napoli, è tutta qua. 

Nel Maradona tutto esaurito, in un’apoteosi di colori e di entusiasmo.

Usando le parole di Spalletti: “Dentro questa qualificazione c’è l’orgoglio di un popolo intero come quello di Napoli, e la loro voglia e determinazione di stare in questa competizione.” 

 

Rosaria Picale