Solo due settimane fa la Juventus acquistava Federico Bernardeschi e molti auspicavano il numero 10 sulle sue spalle; poi, dopo la fumata nera per il giovane carrarese proveniente dalla Fiorentina, la Signora ha pensato bene di lanciare un bel fulmine a ciel sereno, e così, senza alcun preavviso, ha appena consegnato la tanto agognata maglia a Paulo Bruno Exequiel Dybala, il talentuoso argentino che fino a poche ore fa ha talmente voluto il suo numero 21 da farne addirittura un marchio personale.

Non c’è giocatore più indicato a indossare l’amata casacca bianconera. Estroso, imprevedibile, un vero artista del calcio: Paulo Dybala possiede il numero 10 in ogni cellula del suo DNA, è una libellula in grado di accarezzare il pallone come solo i più grandi hanno saputo fare, di realizzare cose da gigante a dispetto del suo aspetto fragile e delicato. Di recente, anche Alessandro Del Piero aveva suggerito di affidare quella che fu la sua maglia al ragazzo di Laguna Larga.

Come accoglie l’inaspettata notizia, la piazza bianconera?

Il desiderio di rivedere ancora un padrone per la 10 è  stato dunque soddisfatto. Tutti contenti?

Chissà. La verità è che la Juventus del “dopo Del Piero” è stata abituata troppo bene dalle scelte societarie, che hanno affidato il numero 10 nelle mani scrupolose e responsabili di Carlos Tevez e Paul Pogba. Due fedelissimi, di quelli che fanno dichiarazioni d’amore, baciano lo stemma e proclamano, nel caso del secondo, “La Juventus è la mia famiglia”. Di quelli che proprio non guardano né i soldi né gli interessi -sempre Pogba- e che probabilmente avranno pure passato giorni a leggere gli annali della Vecchia per imparare a memoria i nomi dei loro illustrissimi predecessori.

Due bandiere, insomma. Anzi, due bandieruole.

Il tono è volutamente sarcastico. Chi conosce il significato che ha per il tifo juventino quella maglia, capirà e perdonerà. Siamo in un’era in cui il calcio ha preso a calci – scusate il gioco di parole – i sentimenti e le questioni di cuore.

Eppure, non vorremmo essere totalmente cinici. Non vogliamo pensare che questa mossa della Juventus sia soltanto strategica, studiata a tavolino per favorire il marketing o per lanciare ancor più sul mercato il prezzo della Joya; non possiamo portare questo peso, né vivere con l’ombra recente del centrocampista francese.

Paulo Dybala ha maturato una decisione pesante, ma ha avuto due anni di tempo per farlo. Ha troppa consapevolezza dei meccanismi del mondo in cui vive, per non sapere quello che ci aspettiamo adesso da lui che, un tempo conosciuto come ‘u Picciriddu, ha preso veramente una posizione “da grande”. Ha lavorato, lottato, conquistato una platea, regalato emozioni infinite e qualche dispiacere. Ha veramente tutte le chiavi di casa Juve.

E’ il suo momento, ora. Il diamante adesso deve veramente brillare sull’anulare della Vecchia Signora.

 

Daniela Russo