Con una mirabolante e combattutissima finale, decisa soltanto ai rigori, il Senegal vince la sua prima Coppa d’Africa contro l’Egitto di Momo Salah. 

La partita chiusa fino alla fine dei tempi supplementari sul punteggio di un insoddisfacente 0-0, ha visto alla fine trionfare i Leoni della Teranga con un mirabolante 4-2 contro i Faraoni d’Egitto. 

Fatali sono stati i due rigori sbagliati dalla squadra egiziana: il giovanissimo Abdel Monem e Lasheen, giovane centrocampista.

Decisivo il rigore centrato dall’attaccante reds Sadio Mané, premiato inoltre come Miglior giocatore del torneo.

Una rivincita per il calciatore senegalese, che per un attimo aveva fatto sperare il popolo senegalese: al minuto 24’ durante il primo tempo, il rigore sbagliato da Mané aveva ammutolito lo stadio Paul Biya di Yaoundé.  

Si è fatto “perdonare” in fretta però Mané, che con il suo tiro ha quindi regalato al Senegal e e ai suoi numerosissimi tifosi sparsi nel mondo, una gioia immensa che il paese non aveva mai avuto la possibilità di vivere. 

Dal 1960, anno della fondazione della Federcalcio senegalese, dopo l’indipendenza ottenuta dalla Francia, il Senegal era sempre apparsa come la cenerentola d’Africa, e della Coppa d’Africa.

Tutto questo fino agli anni novanta: nel 1990 arriva terza e poi fermata agli ottavi nell’edizioni 1992 e 1994. 

Dopo queste primissime apparizioni, però la magia finisce, non riuscendosi a qualificare alle fasi finali dell’edizioni 1996 e 1998. 

Gli anni 2000, sono anni sporadici con la massima notorietà nel 2002 alla Coppa del Mondo, debutto assoluto arrivando ai quarti e finale, persa contro il Camerun, nella 23’ edizione della Coppa d’Africa. 

Una strada scoscesa, spesso ripida che ha condotto il Senegal prima in un lento declino e poi verso una risalita nella scala del calcio che conta fin dal 2014, durante le qualificazioni al campionato mondiale, dove venne però eliminata ai play-off. 

Riappare come un uragano al Campionato mondiale di Russia 2018 e poi alla Coppa d’Africa 2019, dove venne sconfitta dall’Algeria in finale.  

Merito di questo successo? 

Una nazionale giovane composta da giocatori giovani, di talento e qualità eccezionali.

Primo fra tutti, il capitano Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli che per la prima volta ha disputato con la sua Nazionale in finale: nel 2019 infatti era assente per squalifica. 

Oltre a lui, la Serie A è stata rappresentata da Mbaye, Baldé e Ballo-Touré, rispettivamente del Bologna, Cagliari e Milan. 

Oltre a ciò, un merito speciale va essenzialmente all’allenatore della Nazionale, Aliou Cissé, alla guida del Senegal dal 2012.

Decisivo fu il suo rigore parato durante la finale della Coppa d’Africa 2002: 20 anni dopo conquistando la sua rivincita personale ha condotto la sua Nazionale alla vittoria.  

Chi meglio di lui potrà capire cosa hanno provato i giocatori egiziani che hanno “bruciato” la loro occasione?

Eppure tutta la bellezza del calcio è visibile negli occhi di Koulibaly, che dopo aver festeggiato con la sua squadra, è corso a consolare il giocatore egiziano toccandogli il cuore e abbracciandolo.

Perché si sa, quello che conta in quel momento è il proprio paese e cercare di portarlo in altro, sempre più in alto. 

Bel momento di calcio, bel momento di unione e di fierezza nazionale” ha scritto il presidente del Senegal, Macky Sall.  

Chiusa però la parentesi coppa d’Africa, l’Egitto ha intenzione di non concedere più passi falsi, soprattutto durante il match, valido per la qualificazione ai Campionati Mondiali 2022, con cui sfiderà di nuovo il Senegal.  

“Un peuple, un but, une foie”: un popolo, uno scopo, un credo. 

Questo il motto della Repubblica del Senegal, un paese che è risvegliato campione d’Africa per la prima volta nella sua storia.

La chiusura perfetta per il popolo senegalese è l’immagine dell’attesa di un paese che attende solo di poter riabbracciare i propri idoli, pronti a festeggiare con loro il massimo momento di felicità.

 

 

Rosaria Picale