E’ diventata una triste consuetudine sentire negli stadi nei confronti di alcuni giocatori di colore cori razzisti: succede con la Juve ma abbiamo visto anche con il Napoli, nello specifico nei confronti di Koulibaly – dal quale ne è scaturito un caso.

Koulibaly San Siro immagine Panorama

 

Mi sorprendo tuttavia dello sdegno manifestato, come se il giocatore fosse l’unico di pelle scura preso di mira da alcuni esponenti di varie tifoserie.
Il sentimento razzista non è una novità, purtroppo, e anche se ci insegnano a non esserlo, una parte di umanità lo è.
Detto questo, episodi di questo genere non devono essere tollerati ed è giusto effettuare  una punizione applicata, come  dichiarato da Massimiliano Allegri: potendo disporre di una tecnologia avanzata è fattibile identificare i soli responsabili, che andrebbero poi  consegnati agli organi competenti, evitando di colpire società e campionato, non responsabili di tale atteggiamento.

 

Il razzismo è un sentimento odioso, ripugnante, ampiamente diffuso e radicato, che certamente non si sviluppa solamente allo stadio: i giocatori di colore  sanno che può accadere di incorrervi e senza farci caso vanno avanti.
Perchè il tifo sembra giustificare tutto, lo stadio viene vissuto come un territorio franco dove il tifoso libera gli istinti peggiori, accanendosi sui giocatori avversari.

Come se per quell’ ora e mezza, fosse legittimo dire e fare qualsiasi cosa.

Ma come possiamo portare avanti il principio dell’uguaglianza se non esiste ancora la parità di genere?

Nessuno si sdegna, nessuno si ribella quando le donne vengono discriminate e non ne per una questione di colore di pelle.
Forse non tutti sanno che le donne, anche in Italia, sono pagate meno rispetto ai colleghi maschi … Non e’ razzismo questo?
La Svizzera, la civilissima Svizzera , è stata tra le ultime della classe in Europa. A livello federale il suffragio femminile risale al 1971 (precede solo il Portogallo, 1976, e il Liechtenstein, 1984) e soltanto dal 1990 le donne sono elettrici ed eleggibili in ogni singolo cantone.

Un po’ tardino, non vi pare?
Nessuno pero’ si scandalizza, perche’ sembra che la parità di genere nel 2019 ancora non esista: eppure si evocano scandali e sdegni per dei “buuu” allo stadio.
Premettendo che ogni episodio a sfondo razzista sia condannabile, si dovrebbe adottare lo stesso peso e la stessa misura per tutte le forme di discriminazione a partire dalla famiglia, sul lavoro, a scuola e ovviamente nello sport.
Perciò lo sdegno dovrebbe essere applicato a 360 gradi…

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Domenica 27 gennaio sara’ il giorno della Memoria, per non dimenticare le vittime (uomini e donne) della Shoah, il genocidio nei confronti degli ebrei d’Europa – e per estensione a tutte le categorie dai nazisti ritenute indesiderabili o inferiori  per motivi razziali e politici –  perpetrato dalle autorità della Germania nazista e dei loro alleati.

Ci auguriamo che almeno in quel giorno allo stadio si sentano esclusivamente gli applausi agli atleti, e si faccia alla fine un po’ di silenzio.

Cinzia Fresia