L’Hellas Verona vince e ribalta il risultato, conquistando la promozione in Serie A.

La stagione altalenante, l’esonero di Grosso, l’arrivo di Aglietti, la conquista dei play off all’ultima giornata e l’incredibile rimonta al Bentegodi con la conseguente promozione in Serie A.

Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati con Enrico Brigi, direttore responsabile di “TuttoHellasVerona” e collaboratore de “IlNazionale“.

Enrico Brigi

Che stagione è stata?

E’ stata una stagione molto sofferta. La squadra è rimasta sempre nelle prime posizioni senza, tuttavia, mai dare fino in fondo l’impressione di essere in grado di piazzare l’allungo decisivo contrariamente a quanto fatto, invece, da Brescia e Lecce. E’ stato un campionato caratterizzato da alti e bassi con un periodo negativo nella parte finale del girone di ritorno (1 punto in cinque partite) coinciso con l’esonero di Grosso. Per fortuna è arrivata l’incredibile reazione finale culminata nella promozione in serie A attraverso i play off.

Che voto daresti al lavoro di Grosso? E’ stato giusto l’esonero?

Credo che Grosso sia un allenatore preparato, tuttavia la sua gestione tecnica ha lasciato spesso a desiderare. Giocatori troppe volte fuori ruolo, schemi di gioco poco convincenti e squadra senza una vera identità rappresentano le lacune più evidenti.  Il risultato finale, per forza di cose, è stato sicuramente inferiore alle aspettative. L’esonero è diventato inevitabile e, a mio avviso, è stato anche tardivo. Voto: 5.

Fabio Grosso Verona

Il cambio Grosso-Aglietti è stato il momento di svolta del campionato? O pensi sia stato un altro?

L’arrivo di Aglietti è stato il momento chiave della stagione. L’ex tecnico dell’Ascoli, con un passato da giocatore proprio con la maglia dell’Hellas ai tempi di Cesare Prandelli, in quattro settimane di lavoro ha saputo risollevare una stagione destinata al fallimento sportivo. Poche mosse – giocatori nel proprio ruolo, trame di gioco votate alla verticalitĂ , miglioramento della condizione atletica e un pizzico di buona sorte che mai non guasta  – hanno permesso di raggiungere una promozione impensabile sino a poche settimane prima.

Aglietti
Aglietti

Come hai vissuto questi play off? Ti aspettavi questa finale veneta e, soprattutto, che la promozione arrivasse in questo modo?

I play off sono stati belli e tremendamente emozionanti. L’averli “acciuffati” all’ultima giornata della regular season fino a conquistare la vittoria finale è stato un risultato sensazionale. Sinceramente non mi sarei mai aspettato una finale tra Verona e Cittadella tuttavia man mano che passavano le partite la convinzione di poter raggiungere la vittoria finale è aumentata sempre piĂą. Sicuramente l’estromissione del Palermo – per motivi extrasportivi – e l’eliminazione del Benevento – per mano dello stesso Cittadella – possono aver dato una mano anche se, come sappiamo, nel calcio la riprova non esiste. Credo, comunque, che la vittoria finale sia assolutamente meritata.

Come si è festeggiato in città?

I tifosi hanno festeggiato in piazza Brà con il tradizionale bagno della fontana. La festa con i giocatori, invece, è stata la sera successiva sempre in piazza Brà con la squadra ospite del Sindaco Federico Sboarina, dove i tifosi hanno potuto abbracciare da vicino i propri beniamini.

Top3: Chi sono i tre giocatori che ti hanno sorpreso?

I giocatori che mi hanno sorpreso di più , senza nulla togliere agli altri, sono stati Zaccagni e Silvestri, entrambi protagonisti di una grande stagione. La loro conferma rappresenta a mio avviso il primo rinforzo per la prossima stagione. Dietro di loro direi Gustafson che con l’arrivo di Aglietti ha dimostrato il suo indubbio valore.

Facciamo un passo avanti e guardiamo la prossima stagione.

Ora che è in Serie A, come pensi si muoverà la società per evitare la retrocessione?

Il primo passo da compiere, fondamentale, è sicuramente il nome dell’allenatore che guiderà la squadra in serie A. Aglietti merita sicuramente la riconferma tuttavia l’importante è che la società sia fermamente convinta dell’eventuale scelta. Questo per dire che nel calcio la sola meritocrazia è importante ma non sufficiente. Trovato l’allenatore si dovrà passare alla rosa che dovrà essere sicuramente rinforzata con elementi di categoria. Tenuto conto che l’obiettivo sarà la salvezza è importante avere in squadra elementi abituati a lottare per questo.

Guardando al futuro, che Serie A ti aspetti?

La prossima stagione mi aspetto un campionato molto competitivo, forse uno dei più difficili tra quelli ai quali il Verona ha partecipato in questi ultimi anni. L’auspicio mio, e credo anche di tutta la tifoseria gialloblù, è quello di assistere ad un finale diverso dagli ultimi due, terminati entrambi con una retrocessione. Credo che se la società dimostrerà di essere in grado di non commettere gli errori fatti negli anni passati, il risultato finale sarà senza dubbio positivo.

 

Aurora Levati