Ezequiel Schelotto torna in Serie A e torna a indossare la maglia gialloblù che già aveva indossato nella stagione 2014/15, senza però poi essere riscattato dai Veronesi.

Quella stagione Schelotto finì con l’essere svincolato, perché l’Inter non prolungò il suo contratto ma non rimase a lungo senza Club. Nel novembre 2015 passò allo Sporting dove rimase fino ad agosto 2017 quando approdò al Brighton, club che lo sta cedendo in prestito all’A.C Chievo Verona fino al 30 giugno 2019.

Quest’anno il ventinovenne di Buenos Aires è sceso in campo 24 volte senza però mai andare a segno, riuscendo a capitalizzare un solo assist in FA Cup nella sfida vinta contro il Crystal Palace.

Ezequiel torna in qualche modo a casa, lui che la Serie A l’ha vissuta in lungo e in largo: 151 le presenze nel campionato nostrano, 9 reti messe a segno e 12 assist serviti, ha giocato nel Cesena dove nell’estate 2008 è approdato dal Banfield, nel Catania dove ha timbrato un match contro la Lazio segnando l’unico gol dei siciliani nello sfortunato 1-4 casalingo, nell’Atalanta segnando 2 gol, per poi approdare all’Inter nel gennaio 2013, prima di andare in prestito a Sassuolo, Parma e infine Chievo prima di sbarcare all’estero.

Quell’1-1 al derby

Nove le reti segnate dall’esterno destro nel nostro campionato ma uno lo segnò tra le lacrime sgorgate immediatamente subito dopo aver imbucato il pallone, lacrime che non riuscì a trattenere un po’ per l’incredulità, un po’ per l’emozione. Infatti quel giorno l’argentino finì per forza di cose negli annali dei derby più belli al mondo.

Era il 24 febbraio e si giocava il derby di Milano, sulla panchina nerazzurra c’era Andrea Stramaccioni che non stava vivendo un periodo semplicissimo e che soltanto qualche settimana lo aveva fatto esordire da titolare in un match perso in trasferta contro il Siena.

Quella domenica a Milano l’Inter perdeva 1-0 grazie a un gol messo a segno dal faraone El Shaarawy al 21′ della prima manche di gioco che si sbloccava dopo un mese di magra, il tempo scorreva e l’Inter sembrava non riuscire a segnare anche dopo la ripresa e dopo essere cresciuta rispetto ad un primo tempo più rossonero che nerazzurro. Al 68′ Stramaccioni decide di mischiare le carte con un primo cambio: fuori Cambiasso, dentro Schelotto.

Il numero 7, maglia lasciata libera da Coutinho passato al Liverpool nella finestra di mercato estiva, si improvvisa centravanti puro e di fianco a Palacio, beffa e supera Mexes e di testa colpisce senza neppure pensarci su un traversone di Nagatomo, spiazza Abbiati ed è 1-1 salvando l’Inter.

Lui quasi non ci crede, ma realizza la palla affondata in rete, esplode in un’esultanza di grinta e si lascia cadere sul manto di San Siro tra le lacrime sincere di un bambino che realizza quasi un sogno. 

Quella fu l’unica rete con la maglia nerazzurra e forse l’unica vera partita memorabile all’Inter, ma non l’unica volta ad aver fatto male al Milan. Un anno dopo, a San Siro, si rese ancora una volta protagonista, questa volta servendo un assist vincente che contribuì ad una storica vittoria del Parma contro il Milan che l’argentino festeggiò sui social.

 

 

Egle Patanè