I riccioloni, la pelle ambrata, un sorriso spontaneo, la caparbietà, l’essere calciatrice … Sara Gama si è sempre distinata.

In un mondo di Influencer e successo facile ma futile,
Sara Gama rappresenta un modello sano per le donne del domani

Capitano della Juventus Women e della Nazionale femminile, la dottoressa Gama (Sara è laureata in Lingue) è un modello positivo in grado di ispirare ogni bambina a perseguire sempre i propri sogni perchè lei con serietà, passione e perseveranza ce l’ha fatta.

Simbolo della rivoluzione che sta portando avanti una generazione di calciatrici; simbolo di integrazione, e di conquiste ottenute con sudere, delusioni, rinunce.
Sara è una Donna che usa il suo corpo per migliorasi come atleta; femminile nella sua semplicità e spontaneità.

A Montalcino, al Teatro degli Astrusi, ha ricevuto il Premio Donna 2018

La giuria composta dalla Presidente Donatella Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione oltre che dalla fondatrice del Premio Francesca Colombini Cinelli, dal Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e dal Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni, ha dunque scelto una figura di donna che rompe gli schemi per porsi in maniera intelligente e corretta. E che si porta dietro un messaggio decisamente esplicito:

“Il Premio quest’anno intende dare una risposta anche ai tanti cori xenofobi che risuonano spesso negli stadi.
Premiamo una donna di colore, capitana della nazionale di calcio femminile che sta per andare a disputare i mondiali.
Un messaggio forte, che scuote le coscienze.

Nel suo quotidiano, Sara è una donna impegnata sia a livello sportivo, sia culturale, sia dal punto di vista dei diritti civili.

“Sono molto emozionata – ha spiegato Sara – per questo premio. È’ un onore per me rappresentare un modello di coraggio e determinazione per le giovani generazioni. A loro dico: perseguite sempre i vostri sogni”.

La motivazione con cui la giuria ha giustificato la scelta di Sara come Prima Donna 2018 è ispirata essenzialmente dalla passione e dalla grinta con cui ella affronta tali sfide.


Nata a Trieste, padre congolese e madre italiana, Gama non si è mai sentita discriminata per il colore della pelle o i riccioloni afro, sottolineando, ogni volta che la questione è stata tirata in ballo, come l’Italia sia un paese campione nell’accoglienza che forse soffre più di ignoranza che di razzismo vero e proprio.

La sua forza: non vedere limiti ma prospettive.
Questo il suo mantra per affrontare la vita e scalare gli obiettivi prefissati.

Tavagnacco, Chiasiellis, Pali Blues (negli USA), Brescia, Paris Saint Germain e infine Juventus; poi la maglia azzurra dell’Italia (dalle giovanili alla maggiore): Gama è una delle giocatrici italiane più internazionali e conosciute anche all’estero.

Una notorietà consacrata dalla creazione di una Barbie a lei ispirata dedicata alle 17 personalità femminile internazionali che “hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro”.

lastampa.it

Sara è  storia del calcio femminile italiano, è storia di donne che lottano contro stereotipi

Nonostante tutto, la specialità di Gama sta nell’essere una Donna semplice, di quelle che nella vita investono su sè stesse e sui propri valori e hanno tenacia.

Si definisce «grande fan del divano e delle dormite», ama viaggiare, il cinema e la musica: «Passo dall’house al regaetton. Apprezzo Justin Timberlake perché è un artista completo, canta, balla, recita. Ascolto anche Celetano, Mina, Cocciante… Quando ero a Parigi suonavo la chitarra e colleziono cd».

Consigliera federale della Figc, presidente della Commissione sviluppo del calcio femminile, Sara è simbolo del rinnovamento, è la risposta ai pregiudizi e ai luoghi comuni, è una Donna che ha fatto la storia.

 

Caterina Autiero