Un sesto posto in classifica al termine delle diciannove gare del girone d’andata non era  la situazione che in casa Roma ci si era prospettati ad inizio stagione quando, nonostante le cessioni e i nuovi acquisti, si credeva di riparire da dove si era finito.

L’obiettivo Champions  non è ovviamente  svanito, anzi, il quarto posto dista due punti e un intero “ritorno” attende la società giallorossa.

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Certo è che le aspettative erano più alte e  la prima parte della stagione è sembrata un film forse già visto: troppa incostanza e un continuo altalenarsi di risultati; esoprattutto prestazioni che in più di un’occasione hanno messo la squadra con le spalle al muro. Dopo un esordio finito positivamente in zona Cesarini, il primo passo falso è stato commesso contro il Milan al Meazza: un errore di un singolo –  solo il primo i molti – che ha significato il primo KO: cosa che, oltrettutto, ha aperto le porte alle successive due partite assolutamente deludenti.

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Un pareggio con il Chievo, con due gol subiti nell’arco  di un secondo tempo e la sconfitta in trasferta contro il Bologna, dove la squadra non è pervenuta.

Il famoso ritiro post gara ha portato alle vittorie con il team ciociaro e poi quello per 3-1 nel derby capitolino, capaci di riaccendere una carica a squadra  ed ambiente.  Tuttavia, altri tre passi falsi  segnano questa fase: la sconfitta con la Spal a ottobre, quella con l’Udinese il mese successivo e un punto arrivato a Cagliari dopo una rimonta nell’ultimo minuto, subìta con una superiorità numerica di due elementi.

Se “tutte le strade portano a Roma”, quelle preferite dalla Roma in questa parte di campionato non l’hanno condotta sempre alla vittoria, o forse è stata lei a farsi lo sgambetto da sola, sbagliando direzione.

La rotta giusta l’ha, però,  saputa scegliere in match importanti, quali quello contro l’Inter o il Napoli e i nove punti nelle ultime tre gare disputate l’hanno rimessa in corsa e in sesto per ripendersi le zone di classifica che può e deve occupare. L’infermieria sicuramente è stata una nemica della formazione, considerando come in più di un’occasione è stata più affollata della panchina, in particolare per la presenza assidua di titolari.

L’assenza degli stessi ha dato modo di far venire fuori altri, in primis Zaniolo, che oltre ad aver segnato ottimalmente questa metà di stagione, aiuteranno anche e soprattutto nel seguito.

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Vero è che, nonostante le continue critiche e il toto nomi dei sostituti – con cui ha dovuto dividere almeno virtualmente la panchina – il vero punto fermo del girone d’andata è stato mister Di Francesco che con carattere e la giusta indifferenza alle tante – a volte inutili – parole, ha saputo rimettere in piedi in più di una occassione i suoi ragazzi. Il bilancio per la Roma sembra essere un pareggio in queste prime diciannove gare: ma per passare da un punto a guadagnarne tre, bisogna giocare bene.

E questo, lo sappiamo oaramai tutti, quando vuole gli riesce eccome…

Chiara Vernini