Modric, Bale, Isco, Benzema, Asensio, Ramos, Kroos, Navas.
Si parte così, questi sono i nomi che fanno la differenza, ognuno di questi giocatori ha messo cuore, impegno, tecnica e grinta, queste sono le caratteristiche che fanno la differenza, questi sono i giocatori che hanno visto un importante avvicendamento sulla panchina e visto partire l’elemento più rappresentativo della squadra ma che hanno saputo trasformare questo imprevisto in una grande opportunità per crescere, riconfermarsi e dimostrare al mondo intero che tutto è possibile. Loro sono il Real, il Real Madrid.

(immagine sporting news)

Dzeko, Fazio, Manolas, Kolarov, Florenzi, El Shaarawy.
Questi sono i giocatori che facevano la differenza: ognuno di questi giocatori ha perso un po’ di cuore, impegno, tecnica e grinta, queste sono le caratteristiche che fanno la differenza, questi sono i giocatori che hanno visto partire alcuni tra gli elementi più rappresentativi che avevano in squadra trasformando questo imprevisto in una catastrofe dove anche le ultime certezze sono crollate, dimostrando al mondo che non tutte le favole hanno il loro lieto fine. Loro sono la Roma.

ROME, ITALY – FEBRUARY 11: Edin Dzeko (C) with his teammates of AS Roma celebrates after scoring the team’s second goal during the serie A match between AS Roma and Benevento Calcio at Stadio Olimpico on February 11, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Due squadre, due filosofie di vita completamente diverse, due approcci alle avversità che se per una temprano per l’altra distruggono: stasera si sono viste sul campo.

(immagine gazzetta)

Stesso 4-3-3 per i due tecnici: Lopetegui, orfano di Cristiano Ronaldo, può contare sul carisma di giocatori come Isco, Benzema e Bale che spingono davanti e trovano quasi sempre la porta, dietro a fare la differenza Marcelo, Sergio Ramos e Varane che impediscono all’attacco giallorosso di compiere evoluzioni precise e concrete sventando, appena dopo la metà campo qualsiasi velleità di finalizzazione, un piccolo accorgimento nel caso la potenza di Modric, Casemiro e Kroos non fosse sufficiente… Ma chi vogliamo prendere in giro? Gli undici in campo schierati dal nuovo tecnico dei Blancos, riserve comprese  (vedi Mariano entrato ‘per caso’ al 73′), hanno umiliato la Roma costringendola per quasi tutto il match nella sua metà campo: rapidità di azione e visione globale di gioco hanno permesso alla squadra di casa di studiare gli avversari per tutto il primo tempo, costringendoli poi alla resa delle armi… Sì, è andata più o meno cosi.

(immagine afp)

Di Francesco carica la squadra in conferenza stampa, ragiona sulla preparazione e filosofeggia sulla tattica, fa un breve appello dei presenti e trasforma il terrore in triste realtà: N’Zonzi dal primo minuto insieme a De Rossi, per poi sorprendere tutti con una mossa spiazzante, il giovane Zaniolo alla sua prima assoluta a diciannove anni, non in Europa, ma al suo debutto nella Roma… Che poi il ragazzo ce l’ha anche messa tutta ma il confronto con i mostri sacri del calcio, appena incoronati Campioni d’Europa al loro terzo titolo consecutivo, avrebbe inibito chiunque, così giusto per rendergli un po’ di giustizia.
Il match nonostante tutto si è mostrato equilibrato fino al 45′, quando con una pennellata di rara bellezza Isco centra la porta da calcio piazzato, gesto atletico pulito e angolato su cui nulla può Olsen. Il portiere della Roma stasera si rende protagonista di una prestazione eccellente, nonostante le reti subite, l’estremo difensore svedese evita alla squadra una goleada, attento ed efficace in diverse occasioni riesce a compiere miracoli che lo “purificano” dagli errori passati e futuri, il 3-0 finale permette alla Roma di tornare a casa con una sconfitta che brucia ma che non ne intacca l’onore.

Già, l’onore.

La squadra giallorossa, in Europa, ha spesso subito pesanti sconfitte tanto da venir sbeffeggiata in diverse occasioni: dopo anni l’accesso alla semifinale contro il Liverpool aveva restituito quella dignità e quel lustro che da troppo tempo mancava. Purtroppo la strategia di mercato voluta dalla società americana sembra aver indebolito l’organico tanto da togliere tecnica e sicurezza in campo, stasera nulla di quello che Di Francesco aveva in mente si è trasformato in realtà anzi, le performances sono state al di sotto delle aspettative.
Il reparto difensivo ha viaggiato su un binario indipendente, creando spesso situazioni estreme, si è rischiato parecchio; la confusione ha fatto il resto, lo stesso Florenzi ha subito l’influenza di Marcelo e Carvajal, ed anche lo statuario Kolarov sembra aver perso lo smalto e la cattiveria di qualche mese fa.
Una Roma sgonfia, disorganizzata ed a tratti nervosa subisce un Real perfetto: cross, traversoni e retropassaggi conditi da numeri di alta scuola; colpi di tacco, rabona, punizioni, giocate di fino, ogni azione seguita da almeno tre giocatori in copertura, piccole sbavature dovute, verso il finale, alla sicurezza di un risultato ormai assodato.
La coppia difensiva Manolas/Fazio a tratti imbambolata e povera di idee, al pari di un Dzeko scarso, demotivato e costretto a recuperare palloni senza riuscire nella finalizzazione (resa già difficoltosa da un Real velocissimo e organizzato) da’ l’idea della reale condizione fisica e psicologica della squadra di Di Francesco. L’ingresso di Schick, invece di portare freschezza e nuova linfa, confonde ulteriormente le idee: spaesato, apparentemente fuori forma e fuori tempo.
La fascia di sinistra, particolarmente bersagliata dai Blancos, viene coperta dall’ingresso di Perotti che con il passare dei minuti contribuisce a salvaguardare almeno una porzione di campo, mera consolazione ma  certezza di aver ritrovato una pedina importante.

Laura Tarani

(immagine copertina laroma24.it)