Dopo il summit viola, Stefano Pioli ha scongiurato l’ennesimo esonero di una carriera ventennale.

Però, l’ambiente a Firenze ormai non era più sereno. Che qualcosa si fosse incrinato è evidente a tutti, vuoi che l’allenatore non lo sapesse?!

Per questo, Pioli, ha deciso di essere lui, questa volta, a fare un passo indietro.

Se in passato molte sue avventure sono terminate prima del previsto per volontà dei Presidenti, questa volta il tecnico scongiura quello che sarebbe stato il suo settimo esonero.

Ripercorriamo la carriera dell’allenatore e le molte avventure finite all’improvviso

Ha mosso i suoi primi passi in Emilia. Sul finire degli anni ’90 fu il Bologna a svezzarlo affidandogli i suoi giovani. In tre stagioni vincerà un Campionato Allievi Nazionali.
Una stagione alla Primavera del Chievo poi la sua prima avventura alla guida di una prima squadra, a Salerno. Trascinerà i campani alla salvezza e quell’ex difensore ruvido inizia a farsi notare come allenatore.
L’anno successivo ritorna in Emilia, al Modena: la prima stagione sfiora i play off, la seconda viene esonerato. 

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Nell’estate del 2006 è ormai considerato un allenatore in ascesa e promettente.
Il Parma decide di puntare su di lui permettendogli di esordire in Serie A, forse troppo presto visto che la sua avventurà terminerà anzitempo: a febbraio viene esonerato e sostituito con Claudio Ranieri.

Pioli riparte da realtà con meno ambizioni e pressioni: a Grosseto e a Piacenza, in Serie B, centra la salvezza.
Ancora tanta gavetta in cadetteria con il Sassuolo prima di rimettere piede in Serie A. L’occasione questa volta gliela presenta il presidente Campedelli.
Un’ottima stagione con il Chievo lo lancia sul mercato nell’estate 2011: diversi club lo coreggiano e lui sceglie il Palermo che gli offre l’occasione di giocare i preliminari di Europa League. Peccato che gli siano costati non poco: dopo solo due mesi alla guida dei rosanero e con il campionato che deve ancora cominciare è fatto fuori per scelta di Zamparini.

Una doccia fredda che lo porta a tornare in quella Bologna che lo aveva indirizzato alla professione. Un ritorno alle origini che lo porterà al definitivo salto.
Due buoni campionati coi rossoblù più un terzo finito con un esonero gli valgono comunque la chiamata di una big.

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Nell’estate 2014 a puntare su di lui è Claudio Lotito.
Nella prima stagione il suo 4-3-3 viene considerato dagli addetti ai lavori “il più bello d’Italia” e conquista il preliminare di Champions League. La seconda stagione capitolina si concluderà già ad Aprile, con un brutto ko nel derby e il quinto ma non ultimo esonero della sua carriera.

Dopo la Lazio è la volta dell’Inter.
Nel novembre 2016, durante la sosta dei campionati, è ufficializzato il suo ingaggio da parte dei nerazzurri. Dopo 22 giornate e appena 39 punti ottenuti, il 9 maggio 2017, a sei mesi dalla firma del contratto che sarebbe scaduto nel giugno 2018, la società decide di dargli il ben servito. 

A Firenze non è andata poi tanto diversamente, in fondo, ancora una volta l’avventura è finita prima del previsto…

 

Caterina Autiero