Trevigiana, nata il 18 agosto 1997 a Castelfranco Veneto; juventina cresciuta con il mito di Del Piero, e un 10 sulla maglia.

Il calcio è una questione di famiglia, mio padre ha giocato in Serie B come portiere. Ho incominciato a giocare a calcio a 6 anni, seguivo mio fratello nel campetto fuori casa mentre giocava con i ragazzi. Mio padre aveva logicamente l’occhio esperto e ha intravisto in me le doti necessarie per continuare a giocare: mi ha portato nella squadra locale di Istrana, vicino a Treviso, dove sono stata sino all’età di 11 anni”.

Così è iniziata la carriera da calciatrice di Manuela Giugliano.
La voglia di un bambina di correre dietro la palla (che è puro istinto ludico pari a quella di un bambino),poco importa se con il fratello e i suoi amichetti e un padre aperto (è il caso di dirlo visto che sono ancora troppo pochi i genitori disposti ad “accettare” una figlia che voglia fare “uno sport per maschi”) che ha intuito di avere in casa un talento.

Sul cammino di Manuela fondamentale è stata la figura di Matteo Schiavon, il suo primo allenatore che ha subito puntato su quella talentuosa ragazzina tanto da portarla con sè al Barcon, in serie C e da fornirle gli strumenti per compiere passi da gigante… nonostante la statura (160 cm di classe e fantasia).

Bastano quattro stagioni per esplodere e approdare, a soli 16 anni, in serie A con il Graphistudio Pordenone, che la ingaggia per la stagione 2013-2014.

La stagione successiva, è quella in cui la trequartista ha modo di misurarsi in un’altra posizione di campo e viene schierata da centrocampista centrale pura ma è anche la prima volta lontana da casa: lasciate le friulane approda in Sardegna alla Torres.

 

Nell’estate 2015 è la volta del Mozzanica. Sarà una stagione importante nella quale sigla 10 reti, su 15 presenze in campionato e chiude al secondo posto nella classifica capocannonieri ma vince il “Pallone Azzurro”.

Nuvola rossa (ribattezzata così dai tifosi in virtù del suo ciuffo ramato), è una che in carriera ha bruciato le tappe: il 10 settembre 2012, a soli 15 anni, fa il suo esordio nelle Nazionali Giovanili femminili nella partita vinta dall’Italia per 5-0 su Israele, realizzando una doppietta; la sua prima volta in A la porta al Mondiale in Costa Rica con le Azzurrine Under 17 e conquista il terzo posto che porta la sua firma sulle marcature; l’anno dopo, grazie a Cabrini è la volta della Nazionale maggiore e debutta in una competizione ufficiale UEFA, siglando anche una rete nel match vinto per 6-1 sulla Georgia; poi il trasferimento a Madrid che, però, ha messo Manuela di fronte a un periodo negativo da superare e affrontare.

“Quando è arrivata la chiamata dell’Atlético Madrid non ci volevo credere, e ho detto subito sì. Una volta in Spagna però sono entrata in crisi, mi sentivo troppo sotto pressione. Per questioni di testa non riuscivo a essere serena in quel nuovo palcoscenico. Dopo tre settimane mi sono resa conto che il passo era stato troppo avventato e non ero ancora pronta per il calcio estero ” (dichiara a Calciomercato.com).

Rientrata in Italia, Manuela approda  all’AGSM Verona, e incontra Melania Gabbiadini che risulterà una figura importante per aiutarla a superare il black out spagnolo –come la stessa calciatrice ha ammesso: Manuela realizza 15 gol in 21 presenze e partecipa alla UEFA Women’s Champions League.

Nell’estate del 2017 il passaggio al Brescia e la trasformazione effettiva da 10 a regista: con disponibilità si cala nel nuovo ruolo di smista palloni giocando in posizione più arretrata; con la stessa umiltà comprende e accetta che la maglia simbolo di fantasia sia di Capitan Girelli.

Il numero 10 è sempre stato il mio numero sin da piccolina, però è giusto che lo abbia lei, sta qui da tanto tempo, Cristiana è il capitano e sono contenta che lo indossi lei” (dichiara appena giunta all’A.C.F. Brescia).

In estate, dopo essere stata una delle Azzurre artefici della qualificazione al Mondiale, ha lasciato Brescia e ha accettato di vestire la maglia del Milan.
Quest’anno, è allenata da Carolina Morace che può contribuire a far fare un altro salto di qualità alla giovane che vuole portare in alto i nostri colori nella spedizione francese.

Italy Women Official Photoshoot

Il curriculum e l’esperienza, nonostante i 21 anni, fanno di lei uno dei talenti più importanti del movimento del calcio femminile nostrano.
Regista, trequartista, mediano: la sua classe e il suo piede fatato fanno la differenza; il carattere, la caparbietà e l’umiltà la rendono una gigante (…altro che “un bambino piccolo”… !)

 

Caterina Autiero

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