In questi giorni è salito alla ribalta della cronaca per aver ribadito con fermezza, durante un’intervista rilasciata a Gianluca Di Marzio, che la sua carriera avrebbe potuto essere più “gloriosa” se non ci si fosse messo di mezzo il Ct della Nazionale Italiana Marcello Lippi.

Ga Torino 31/08/2009 – campionato serie b / Torino-Empoli / foto Gianluigi Arcaini/Image Sport
nella foto: Matteo Sereni

Matteo Sereni, che negli anni ’90 è stato il portiere di club come la Sampdoria, la Lazio e il Torino, racconta che nel 1999, quando indossava la maglia dell’Empoli, ricevette tre proposte concrete dalla Juventus, dalla Roma e dall’Inter. Sereni decide si accettare – parole sue – il “contratto faraonico dei nerazzurri, che avevo già prefirmato” subentrando così a Pagliuca.

Peccato che Lippi, l’allora allenatore della squadra, gli preferì Peruzzi, rovinandogli a suo dire la carriera.

Nato a Parma nel 1975, figlio d’arte (il papà Giorgio è stato allenatore negli anni ’70 e ’80), la carriera di Matteo è partita nel 1993 con le Giovanili della Sampdoria e l’esordio nella prima squadra due anni dopo; particolarmente dotato nel contrastare i calci di rigore, è stato dagli addetti ai lavori più volte accostato e paragonato proprio a Peruzzi e in parte a Paglialuca.

Nel corso della sua carriera non sempre i momenti sono stati felicissimi; nella Lazio, dal 2003 al 2006, a causa di alcune prestazioni deludenti ma anche per una scelta di mercato, è stato utilizzato di rado e sostituito come titolare da Peruzzi nell’ultimo anno di permanenza nel club celeste.

Degna di nota invece la sua avventura in maglia Granata; con il Torino ha giocato 98 partite, suo record personale di presenze, ed è risultato il uno dei migliori portieri della stagione 2007 – 2008; i tifosi granata si ricordano di lui soprattutto per quei due rigori contrastati nella partita contro il Siena, nel settembre del 2007. Dopo il Torino passerà al Brescia, club che sarà anche il suo ultimo da professionista visto che a soli 36 anni ha dexiso di ingterrompere la carriera.

I motivi dietro la scelta sono stati noti tempo dopo, relativi alla difficile situazione famigliare che Sereni stava vivendo in seguito al burrascoso divorzio dalla moglie Silvia Cantoro (tra l’altro anche sua procuratrice) che lo aveva accusato di aver abusato della figlia minore.

Un processo lungo che si è concluso con l’assoluzione del calciatore e il riottenimento della potestà genitoriale sui figli. In realtà questo capitolo doloroso della sua vita sue si è chiuso positivamente dal punto di vista legale non lo è stato altrettanto dal punto di vista famigliare: non vede i figli avuti dalla prima moglie da tempo, sballottati dalle traversie della separazione e dalle brutture del processo.

Oggi Matteo vive in Sardegna, ha una nuova compagna dalla quale ha avuto una figlia: dice di dedicarsi più che altro alla piccolina, felice in questo ritrovato ruolo di papà lontano dal calcio.

Silvia Sanmory