Mercoledì 5 febbraio si è disputato all’Olimpico il match di recupero tra la Lazio ed il Verona.

Una bella partita, per gli amanti del calcio, a fronte del buon gioco espresso da parte di entrambe le formazioni.

Con una Lazio che, seppur abbia chiuso la partita in un pareggio stranamente privo di gol (risultato assestato infatti sullo 0 a 0), conferma il suo trend positivo rimanendo imbattuta.

Ma quel che si vuole descrivere è lo spettacolo che, nel pre-gara, è andato in scena in Curva Nord.

Anche questa volta la Curva Laziale ha posto in essere una coreografia mozzafiato e che non conosce precedenti.

Ma procediamo per gradi.

Come noto, da quest’anno le partite notturne vengo anticipate da un gioco di luci tale da caratterizzare un clima roboante all’interno dello stadio; anche perché accompagnate da uno speaker che incita ed intrattiene i tifosi.

Insomma, piaccia o meno, va in scena una sorta di teatrino molto stile americano.

Anzi, diciamo che in molti – soprattutto i nostalgici del vecchio calcio e del vecchio tifo – non hanno apprezzato tale spettacolarizzazione del pre-gara.

Ebbene, la Curva Nord è riuscita a mettere tutti d’accordo: grazie infatti all’ausilio degli smartphone, sfruttando il gioco di luci, è riuscita a creare un’aquila che ha imperato dagli spalti.

Una creazione che ha dell’incredibile, visto che non conosce precedenti.

Dall’idea semplice ma strabiliante ed originale, dalla complessa esecuzione.

La Curva Nord continua allora a creare arte.

E se nelle maggiori Città Italiane – compresa Roma – in ogni dove si vede la street art, v’è da pensare che la Nord stia dando vita ad un nuovo ed originalissimo movimento artistico.

Ed, invero, è questa una Curva che spiazza per le proprie creazioni  associate, peraltro, a frasi e/o citazioni armoniche con la medesima.

Insomma, all’Olimpico, quando gioca la Lazio, sugli spalti, non c’è partita!

Annalisa Bernardini