La Juventus  ha reso noto attraverso comunicato aziendale la risoluzione del contratto del dottor  Marco Re, Chief Financial Officer.

Re era preposto alla redazione ufficiale dei documenti contabili della Società. Al suo posto subentra pro tempore Stefano Bertola,  grazie alla sua pluriennale esperienza in ambito finanze:

“Inoltre, il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna, ha nominato Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell’art. 154-bis del TUF e previo parere favorevole del Collegio Sindacale, lo stesso Dott. Stefano Bertola, sussistendo i requisiti previsti dallo Statuto per la carica”.

 

Marco Re  arriva nel 2000 e svolge nel club diverse mansioni, oltre ai contratti commerciali si occupa anche di seguire l’importante processo di quotazione in Borsa del club.

Dieci anni più tardi le sue responsabilità aumentano: assume  un incarico di alto livello quale responsabile della pianificazione del controllo gestionale della vita societaria. A quanto sembra,   la situazione finanziaria della Juventus non ha raggiunto i risultati sperati.

La scelta di Stefano Bertola è approvata per l’importante esperienza in campo di finanza internazionale.

Una vera e propria rivoluzione già iniziata dal Presidente stesso con il licenziamento di Beppe Marotta, andato successivamente all’Inter e di Aldo Mazzia, consigliere d’amministrazione della Juventus, dal primo aprile 2011 anche direttore dell’area finanza.

Agnelli aveva già allontanato  Massimo Calvo, amico storico e compagno di scuola del Presidente, ma più per un fatto personale: la moglie Deniz Akalin aveva una relazione con il Presidente. Dal rapporto sono nate già due figlie, Livia e Vera.

Agnelli e compagna
Official Twitter A. Agnelli

Ma pare che gli avvicendamenti non finiscano qui, e che il cambiamento sia molto più ampio e riguardi tutto l’assetto societario.

Andrea Agnelli è un manager all’americana, senza risultati o con una situazione peggiorativa non ha remore nel rivoluzionare tutto l’assetto:  compresi Paratici e Nedved.

D’altronde la situazione amministrativa della Juventus non brilla: i debiti finanziari netti della Juventus hanno raggiunto i 464 milioni di euro al 30 giugno 2019. Lo indica la relazione sui conti semestrali di Exor, la holding che possiede il 63,77% della società di calcio.

La società ufficializza il bilancio durante il CDA di settembre,  alcuni dati sono anticipati dalla semestrale di Exor: secondo i quali  la Juventus ha chiuso in perdita il bilancio 2018-2019 per circa 40 milioni (-19,2 milioni l’ anno precedente).

Nella scorsa stagione sportiva, la prima con Cristiano Ronaldo, i costi sono saliti e di conseguenza i debiti finanziari netti – stando ai dati di Exor – sono aumentati di 154,2 milioni in 12 mesi (a giugno 2018 erano 309,8 milioni), mentre il patrimonio netto è diminuito da 72 a 32 milioni.

Sulla stagione in corso Exor osserva che

«l’ esito della Champions League influenzerà in maniera significativa il risultato economico dell’ esercizio 2019-2020, che al momento è previsto si chiuda in perdita».

Una situazione complicata e complessa e probabilmente inaspettata così come trapela dalla sede.

Attualmente se la Juventus dovesse mancare la conquista del Campionato e uscire prematuramente dalla Champions, sul banco degli “epurati” saranno in diversi, oltre a un’altra perdita economica piuttosto ingente.

Vedremo alla fine come l’Exor deciderà di affrontare la questione Juventus e chi sarà la nuova governance dell’azienda, l’obiettivo di Andrea Agnelli è quello di collocare la Juventus al pari di Barcellona e Real Madrid, costi quello che costi. Ma la strada sembra faticosamente in salita.

Cinzia Fresia