Juve-Roma, rivali (forse più in passato) ma entrambe, per motivi diversi, proveranno a vincere questa gara e a renderla ancora una volta un big match (nonostante la classifica).

I riflettori della 17a giornata sono puntati sulla sfida tra la copolista indiscussa Juve e la sorpresa (in negativo) Roma. Per l’occasione sulle nostre pagine “scendono in campo” Francesco Pellino -giornalista di Agenzia Area-, e Fabrizio Pastore -redattore di Il Romanista-: due colleghi e due amici a confronto perchè il calcio è anche questo.

Nonostante le evidenti differenze date anche, soprattutto, dalla posizione in classifica e dagli umori generali, Juve-Roma è pur sempre big match?

FRANCESCO Juve-Roma rappresenta da sempre un big match del calcio italiano, la storia passata e recente ha spesso visto le due squadre lottare per lo scudetto, e sono state sempre protagoniste di partite combattute. Quest’anno, al momento, c’è più distacco in classifica, ma il fascino della sfida resta invariato.

FABRIZIO- Per la Roma è senza dubbio un big match; per  la Juve credo che non abbia i crismi del big match di qualche anno fa -quando la Roma era la più immediata inseguitrice- ma rappresenti comunque una gara importante considerando i prossimi impegni che sulla carta sono più agevoli per il Napoli (o più probanti per i bianconeri) e, se vuole mettere altro fieno in cascina per giocare con più tranquillità quando inizierà la Champions, dovrà comunque prendere questi ultimi tre impegni sul serio… nonostante al momento i punti di distacco sono tanti.

Entrambe le squadre non vivono un brillante momento di forma: a cosa lo attribuisci?

FRANCESCO – Entrambe le squadre hanno diversi reduci dai Mondiali, tanti infortunati e, tra Nazionali e Champions, i calciatori non hanno avuto troppo tempo per recuperare la condizione fisica. E poi c’è da dire che sia la Juve che la Roma esprimono il loro calcio migliore nella seconda parte della stagione.

FABRIZIO- E’ divertente, vista da lontano, affermare che la Juve non viva un momento brillante…
Il momento poco brillante della Juve, forse, è più di gioco che di risultati…o almeno, così la interpreto da lontano. La mancata brillantezza della Roma è da attribuire alla mancanza di risultati: era partita con ben altre aspettative, altri obiettivi e quindi si è avviluppata su sé stessa creando una sorta di circolo vizioso. L’ambiente è comunque pressante e si avverte questa pressione su calciatori, allenatore, società… non è un bel momento e non lo è nemmeno dal punto di vista fisico in quanto si registrano molti, troppi infortuni (tra cui Dzeko e De Rossi che oltre a essere importanti dal punto di vista tattico e tecnico sono due figure carismatiche e di personalità).

Siamo quasi al giro di boa, ti aspettavi questa posizione in classifica? A cosa la adduci?

FRANCESCO – Mi aspettavo la Juventus al primo posto? Si, ha una rosa decisamente più attrezzata delle altre, mentre non mi aspettavo i 22 punti di distacco dalla Roma dopo 16 giornate di campionato. I giallorossi dopo la splendida Champions dello scorso anno stanno pagando eccessivamente le cessioni eccellenti fatte ad inizio anno.

FABRIZIO- Non me l’aspettavo assolutamente! Continuo a sostenere, nonostante tutte le difficoltà e i risultati, la Roma, come valori tecnici della rosa, è una squadra da podio: non distante dal Napoli e non inferiore all’Inter quindi mi aspettavo di essere abbondantemene dentro le prime quattro. Questioni fisiche e mentali, la perdita dei leaders (come detto in precedenza) si è fatta sentire e con loro sono venuti a mancare altri giocatori nello stesso reparto (per esempio Pellegrini che ha avuto un exploit poi si è bloccato). Al di là delle assenze anche con loro in campo qualcosa non è andato …

 

Calciatori – chi salvi e chi bocci della “tua” rosa e perchè?

FRANCESCO – Nella rosa della Juventus prima in classifica, prima nel girone di Champions c’è poco da “bocciare”. Spiccano ovviamente Cancelo e Bentancur autori di una prima parte di stagione straordinaria. E parliamo di un ’94 e un ’97 stabilmente titolari nella Juventus e nelle rispettive nazionali.

FABRIZIO- I giocatori più convincenti sono stati Lorenzo Pellegrini  (che dal derby in poi è diventato un elemento importante; da quando la Roma ha cambiato modulo e ha iniziato a giocare col trequartista, in questa posizione in cui galleggia tra le due linee sembra aver trovato il suo vero ruolo) e con lui direi che una delle note più positive è stato Zaniolo, una delle stelline del campionato Primavera l’anno scorso con l’Inter che ha dimostrato di avere personalità e un gran bel prospetto. Sul terzo gradino del “podio” dico Cristante che ha iniziato con difficoltà poi è riuscito a ritagliarsi il suo spazio in un ruolo non suo, giocando in mediana.
Il podio down metto Shick: è la delusione più eclatante degli ultimi 2 anni…; per ragioni fisiche, il mio omonimo, Pastore che ha giocato poco e non ha fatto vedere le sue doti; Fazio che è stato uno dei simboli del cammino europeo della scorsa stagione ma che sta disputando una stagione molto al di sotto del suo rendimento…

Tuttosport

Allenatori – pregi e difetti di Allegri e Di Francesco:

FRANCESCO – Allegri secondo me ha un solo difetto, o meglio ha un solo neo, quello della Champions. In due occasioni è arrivato ad un passo dal conquistarla e non vi è riuscito.
Di Francesco è un buon allenatore (ormai non più emergente), propone un bel calcio, ma sta pagando troppo il fatto di conoscere troppo bene l’ambiente per essere stato anche un calciatore della Roma. A volte le vittorie mettono a tacere certi mugugni e attriti, così com’è capitato sin dal primo anno ad Allegri, ma a Roma le vittorie mancano da un bel po’ e se manca la serenità, tutto diventa più complicato.

FABRIZIO- Un pregio di Allegri è la personalità: sembra sempre molto sul pezzo tenendo viva tensione positiva. Difetto? Non so trovarlo in uno che ha vinto quattro scudetti di fila, altrettante Coppa Italia, diciamo che non sempre perfetto comunicativamente.
Di Francesco è un tecnico preparato e una persona perbene (cosa non da poco in questo calcio); difetto, direi personalità nel senso che una piazza come quella di Roma – che lui conosce bene-  va presa con più polso. E, fondamentale, non sempre il suo calcio è stato praticato dalla sua squadra: c’è un difetto di comunicazione tra teoria e pratica.

La sessione invernale di calciomercato è imminente, indicaci il reparto in cui occorre correre ai ripari approfittando di questa finestra e un giocatore che potrebbe arricchire la rosa per la seconda parte di stagione:

FRANCESCO – Forse servirebbe un rinforzo a centrocampo e un terzino capace di giocare sia a destra che a sinistra. Ma il mercato di gennaio di solito offre poco, e soprattutto al momento è difficile trovare sul mercato alternative all’altezza della Juve. Vedremo cosa sarà capace di fare Paratici, che effettuerà per la prima volta il mercato senza Marotta.

FABRIZIO- Il mercato di gennaio difficilmente porta giocatori capaci di cambiare il volto di una squadra, un caso eccezionale (almeno per quanto riguarda i giallorossi) è rappresentato da Nainggolan. Una suggestione, non una notizia, per me è Barella (un nome buttato lì): mi ricorda molto il Ninja.

A inizio settimana abbiamo assistito ai sorteggi di UCL. Un tuo commento sull’esito dell’urna:

FRANCESCO – Ovviamente c’è un’enorme differenza tra l’Atletico Madrid e il Porto, ma io sono sempre convinto che nel calcio attuale, e soprattutto in Champions League i pronostici non vadano fatti.
Dal punto di vista tecnico-tattico la squadra del Cholo è la peggiore da affrontare (ma non solo per la Juve), perché è una squadra rocciosa, ostica, che ti impedisce di esprimere un calcio manovrato. E poi Griezmann, Saul, Diego Costa sono fuoriclasse capaci di fare la differenza in qualsiasi partita e competizione.
Bisognerebbe però chiedere anche a Simeone cosa ha pensato dopo che nella pallina è uscita la scritta “Juventus Football Club”…

FABRIZIO- Inutile fare giri parole, la Roma ha preso la migliore delle avversarie che potesse capitare, quella che si sperava ma a il Porto è comunque una buona squadra. Sarà una gara da giocare: l’attuale Roma non ha molte speranze con chicchessìa ma a febbraio le sqadre sono molto diverse e la speranza è potersela gocare.
La Juve invece ha beccato l’avversaria peggiore (forse il Liverpool presentava lo stesso coefficiente di difficoltà): l’Atletico è ostico, difficile da incontrare (la Roma lo sa, lo ha incontrato lo scorso anno ed ha avuto non poche difficoltà).

Il tuo 11 ideale per la sfida:

FRANCESCO – Seguo la Juve da troppi anni e quindi mi affido ciecamente all’undici che deciderà mister Allegri. Se poi mi chiedi un marcatore ti dico spero che segni Dybala, solo per ovvi motivi di fantacalcio.

FABRIZIO- La Roma, al netto degli infortuni, in questa fase ha formazioni abbastanza obbligate avendo fuori quattro giocatori fondamentali e, in caso di recupero, difficilmente saranno in campo dal 1′; l’ unica sorpresa potrebbe essere Dzeko.
Io riproporrei la difesa a tre (Fazio, Manolas, Jesus) per dare più protezione per il resto, gli uomini sono contati.

Cosa ti senti di dire in segno di fair play al collega/amico?

FRANCESCO – All’amico prima che collega Fabrizio, dico di aver iniziato questo mestiere anche leggendo i suoi pezzi. Ed invito tutti a farlo per riuscire a provare emozioni uniche. Della partita non parlo, spero solo che sia una bellissima serata di calcio e che la temperatura allo Stadium non vada troppo sotto lo zero.

FABRIZIO- Francesco è una persona a cui voglio bene, nonostante sia juventino… Gli faccio un saluto affettuoso ma l’in bocca al lupo glielo farò domenica. Comunque, per una volta, spero che non vinca il miglore…

 

Caterina Autiero