Non sarà mai una sfida qualsiasi quella tra Inter e Juve.

Passano gli anni, cambiano i Presidenti, i giocatori, gli allenatori… ma il sapore unico di questa sfida non cambia mai. E se poi, una bandiera dell’una passa al nemico, ecco che il duello si accende.

Noi, invece accendiamo le luci sul Derby d’Italia numero 236. 

Quello che vede Antonio Conte, una volta simbolo bianconero, sedere sulla panchina nerazzurra con l’obiettivo di compiere quanto fatto con la Vecchia Signora e proprio ai danni della stessa. Quello che vede i nerazzurri -al momento migliore difesa della Serie A- guidare la classifica e i bianconeri inseguire (il distacco tra le due è di appena due punti).

Quello che sulle nostre pagine, vede contrapposte Radio Nerazzurra e Radio Bianconera

Per la grande occasione, infatti, abbiamo intervistato la voce interista Samuela Grillo e la voce bianconera Giulia Borletto. 

samuela grillo-giulia borletto

Inter – Juve è sempre LA sfida ma, sbaglio o questa gara, per milioni di ragioni, ha un sapore particolare?

SAMUELA: Si è una gara che per ragioni storiche e di rivalità tra le tifoserie ha sempre un sapore particolare ma, quest’anno ha in più Conte che è stato una bandiera bianconera e colui che ha riportato lo scudetto a Torino dopo anni bui e che oggi siede sulla panchina nemica.

GIULIA: Assolutamente si. L’arrivo di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter ha riportato la sfida agli anni pre Calciopoli, gli anni di Ronaldo (non Cristiano). Marotta ha fatto un ottimo mercato, rendendo i nerazzurri competitivi al massimo. La batosta in Champions col Barcellona credo li renderà ancora più agguerriti.

Cosa significherebbe per le squadre, per le tifoserie e per gli allenatori (entrambi nuovi e con piazze da conquistare) vincere questa partita?

SAMUELA: Vincere una sfida del genere per la piazza nerazzurra, quest’anno in cui non solo l’allenatore è stato simbolo della Juve ma anche la dirigenza, ha un sapore davvero particolare … i nerazzurri si stanno ricostruendo dopo anni difficili, hanno attuato per la prima volta quest’anno un mercato di livello e, vincere contro chi ha dominato gli ultimi anni, significherebbe tastare con mano un inizio di salto di qualità.

GIULIA: Per la Juventus significherebbe superare l’Inter in classifica, per l’Inter allungare sulla Juventus, cosi da incrementare il distacco. Lo scontro diretto a poche giornate dall’inizio del campionato non sentenzia ancora nulla, però può dirci chi arriverà a Natale in testa.

samuela grillo radio nerazzurra
Samuela Grillo oltre a essere Speaker di Radio Nerazzurra è anche un volto di Calcissimo TV

A proposito di allenatori, a che percentuale è arrivata la soglia di “innamoramento” delle piazze verso l’uno e verso l’altro? 

SAMUELA: Già in pre-season, con le prime partite (quando il mercato non era ancora nel vivo) in casa Inter si è vista una squadra che giocava bene, aveva le idee chiare e un gruppo. A Conte non si può non riconoscere l’abilità di saper creare gruppi coesi e di saper tirare fuori il meglio da giocatori normali. Non so se si possa parlare di innamoramento ma di certo gli interisti hanno molta fiducia in lui!

GIULIA: Sarri è stato accolto con grandissimo scetticismo. Le contestazioni, sui social in particolare, sono state lunghe. Sapeva che sarebbe stato difficile, anche se si è presentato con tanta umiltà e senza volersi ingraziare i tifosi con frasi di rito. E’ stato bravo, ha aspettato e credo che dopo le ultime gare ci siano poche persone che ancora non credono in lui. Quella di domenica potrebbe essere fondamentale da questo punto di vista.

Sarri e il “Sarrismo” / Conte e il “Contismo”: al di là della gara, quale delle due visioni di calcio e gestioni del gruppo ti convince di più e perchè?

SAMUELA: La Juve è una squadra composta da elementi che giocano insieme da anni mentre l’Inter è nata quest’anno ma l’ottimo lavoro e le abilità del tecnico si vedono. Sono due idee di calcio diverse e due carismi diversi ma entrambi ammirevoli: non nego di nutrire tanta stima per Sarri per quanto fatto in passato al Chelsea ma soprattutto al Napoli!

GIULIA: Conte è uno sanguigno, è uno che urla come un pazzo in panchina, che esulta ai gol e abbraccia i giocatori, che si arrabbia con gli arbitri, che non ha peli sulla lingua.
Sarri ha capito che alla Juventus determinati atteggiamenti devono essere lasciati a casa. Ha aspettato che la squadra fosse pronta a recepire il suo modo di vedere il gioco in campo e fuori e ci è andato per gradi. A Conte piacciono le sfide, a Sarri piace giocare a calcio.

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immagine: getty images

Entrambi gli allenatori vivranno una stagione particolare e carica di ambizioni: Sarri è chiamato a vincere come abitudine bianconera degli ultimi anni, nonostante la mancanza del “bel gioco” e quindi a non far rimpiangere Allegri; Conte ha una grande motivazione e potrebbe, con l’Inter, riscrivere la storia del calcio italiano mettendo fine al dominio della Vecchia Signora.
Chi dei due ha il compito più difficile?

SAMUELA: Ambedue hanno un compito difficile! Riconfermarsi non è mai semplice, farlo in una piazza come quella bianconera che è abituata a vincere ed è esigente alza ancora di più il grado di difficoltà. Conte, invece, deve ricostruire una squadra sulle macerie degli ultimi sette anni ma dalla sua ha un’arma in più perchè a livello di mentalità, per meglio dire “garra”, ne ha da vendere…

GIULIA: Sarri assolutamente, se Conte non dovesse centrare lo scudetto si potrà dire che sarà per il prossimo anno. L’imperativo di Sarri è portare la Juve a Istanbul, non dovesse riuscirci sarebbe un fallimento.

Chiudiamo la parentesi mister con colui che per una è il grande ex e per l’altra il grande rivale di una volta: un aggettivo che, secondo te descrive Conte.

SAMUELA: L’aggettivo che secondo me lo descrive meglio è: tenace!

GIULIA: Maniacale (lavorativamente parlando).

giulia borletto radio bianconera
Giulia Borletto conduce Warmup su Radio Bianconera: l’appuntamento fisso con il pre partita della Juventus

Quali sono a tuo avviso i punti di forza e le criticità delle due squadre?

SAMUELA: Io fatico a trovare punti deboli alla Juventus che ha un reparto difensivo di livello che si è rafforzato con l’arrivo di De Ligt (peccato per l’infortunio di Chiellini che avrebbe potuto incidere non poco sulla crescita dell’olandese), un centrocampo che a mio avviso è tra i più forti… e che dire dell’attacco se hai uno come CR7?! Forse, il limite della Juve è la Juve stessa perchè in passato, in alcune gare importanti soprattutto di UCL, mentalmente ha ceduto.
L’Inter, invece, secondo me ha una ottima difesa (al momento la migliore d’Europa), il centrocampo è in crescita pecca ancora in fase offensiva: l’attacco è ancora troppo poco incisivo e sprecone.

GIULIA: L’Inter mai come quest’anno è un mix di giovani promesse e campioni europei. La Juve invece ha mescolato il vecchio assicurato con qualche innesto di fiducia e prospettiva. Sono due squadre che si stanno conoscendo: un punto a sfavore come di forza.
Sarà una bella sfida tra reparti offensivi!

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Dybala-Lukaku due rimpianti a parti invertite?… e invece Icardi?

SAMUELA: Considero Dybala un grande giocatore, con grandissime qualità e ancora giovane e quindi con margini di crescita ma non lo rimpiango! Abbiamo preso Lukaku che era la richiesta numero uno di Conte quindi va bene così.
Per quanto riguarda Icardi, la faccenda è stata gestita male ma alla fine Marotta è stato molto abile ed è riuscito a uscirne bene. Il messaggio della Società nerazzurra è chiaro: da quest’anno chi crea problemi è fuori dal progetto! Questa è una delle grandi basi su cui si sta construendo questa nuova Inter!

GIULIA: Lukaku non credo sarebbe stato un giusto innesto per la Juve, vedendo chi già era presente in rosa. Icardi non era fattibile e sono contenta sia stato cosi perchè privarsi di Dybala sarebbe stata una follia.

Inter – Juve è una sfida tra tifoserie incompatibili o tra identità culturali ben distinte?

SAMUELA: La rivalità tra le due tifoserie c’è sempre stata ma negli ultimi anni è stata, a mio avviso, anche, un po’ troppo enfatizzata. Io sono per la sana rivalità e per l’assistere a una sfida sul campo poi al triplice fischio finisce lì e resta sempre una partita.

GIULIA: Tifoserie incompatibili forse come tutte le tifoserie di grandi squadre, culturalmente si somigliano molto. Sono state abituate a vincere, hanno passato periodi bui e ora vogliono godersi solo vittorie. Sono più simili di quanto si pensi.

A chi delle due farebbe più male un’eventuale disfatta e perchè?

SAMUELA: Una sconfitta, secondo me, non farebbe così male a nessuna delle due perchè entrambe hanno una mentalità da big (finalmente anche l’Inter è tornata a ragionare da tale) e si tratta pur sempre di una gara su una stagione ancora molto lunga e difficile.

GIULIA: Farebbe più male all’Inter, perchè per Conte vincere domenica significa vendicarsi della squadra che quest’estate non lo ha rivoluto (perchè lui pensava davvero di tornare a Torino). Punterà tutto sul campionato, come ha fatto negli anni della Juve, sarà la sua ossessione!

 

Caterina Autiero