“Da grande voglio fare il calciatore”, è questo il desiderio della maggior parte dei bambini che si apprestano a scegliere uno sport e fin da piccoli sognano di diventare come l’idolo della loro squadra del cuore, sia esso capitan Totti, Alex Del Piero o qualsiasi altro campione che milita nei club più blasonati della nostra Serie A.

Dei molti aspiranti campioni pochi, si sa, riescono poi ad arrivare ai risultati tanto agognati durante i lunghi anni di gavetta nei campionati minori di tutta Italia ma i fortunati che raggiungono il tanto atteso traguardo, entrando a far parte dell’Olimpo calcistico, vivono negli anni d’oro della loro carriera tra mille agi, lusso e ricchezza senza più preoccuparsi di quello che riserva loro il futuro.

Futuro appunto, non altrettanto roseo per la maggior parte degli ex calciatori, che una volta appesi gli scarpini al chiodo, qualora volessero ritagliarsi uno spazio nel calcio, magari come allenatore, trovano non poche difficoltà ad attenderli come rilevato da uno studio di Aic Onlus che prende il nome di “Fine primo tempo, analisi sul ‘dopo-carriera’ dei calciatori professionisti”.

La ricerca ha preso in esame il percorso post carriera di 2611 calciatori in attività nella stagione 1992/1993 e le speranze per il futuro di 499 calciatori che hanno disputato  l’ultima stagione sportiva.

Dai dati è emerso come il 61,4% degli ex calciatori professionisti non operi a nessun livello nel mondo del calcio a discapito del desiderio del 97,5% di loro che avrebbe voluto fare l’allenatore. Tutto ciò appare ancora più preoccupante se si considera che la maggior parte dei giocatori intervistati ancora in attività abbia le stesse speranze che accompagnavano i colleghi del decennio passato. Il 75,8% di loro pensa di restare in qualche modo nel mondo del pallone e più della metà di questi ultimi non ha pensato a un’alternativa nel caso non ci riuscisse.

Mano a mano che l’età sale aumentano però anche le loro preoccupazioni in merito al futuro, così il 32% degli intervistati si è dichiarato preoccupato per la proprio vita post calcio giocato.

E in effetti sono pochi i campioni che una volta smesso di giocare si sono ritagliati posti di rilevo al di fuori del calcio, un dato che preoccupa e che rende necessario tenere sempre ben presente il futuro anche in tempi in cui la fine della carriera sembra ancora molto lontana investendo sulla formazione per poter far fruttare le competenze acquisite una volta che le doti balistiche resteranno ormai un lontano ricordo.

Cecilia Stuani