Giorgia è una ragazza di 26 anni.
Giorgia è della provincia di Bergamo .
Giorgia gioca a calcio.
E’ cresciuta nelle giovanili dell’Atalanta, per poi passare al Mozzanica, con la quale ha esordito in Serie A. Nel 2015 si trasferisce a Milano e gioca due stagione nell’Inter femminile.

Giorgia Spinelli
fonte immagine: profilo Facebook

Giorgia nel 2017 lascia l’Italia e vola in Francia accettando l’offerta del Stade Reims, società che militava nella Division 2 femminile. Nella provincia della Champagne, Giorgia è stata protagonista della promozione nel massimo campionato francese di calcio femminile.

Giorgia, non solo è difensore centrale ma è capitano e una delle colonne della squadra.

Giorgia è una guerriera. Ha lottato per il suo sogno, lo ha coltivato, ha sudato, lo difende.

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Oggi Giorgia combatte contro il COVID19. 

Sempre a testa alta e con onore – come quando ha dovuto schivare i pregiudizi – non ha vergogna nè sconforto nell’ammettere di essere positiva.

Lo ha fatto con eleganza e umiltà pubblicando una toccante lettera sul magazine L Football.

Ha avuto paura, (inevitabile!) ma oggi è in via di guarigione.

Umana, sensibile, toccata… il mostro (come lo definisce lei) l’ha debilitata fisicamente e le ha mostrato il peggio; lei bergamasca, ogni giorno sente amici che hanno perso i loro cari senza poterli vedere e salutare per l’ultima volta.

Giorgia è una pronta a crescere e migliorarsi. Lo ha fatto con il calcio e lo ha fatto anche durante questa guerra che le sta costando dolore ma le sta dando una lezione che sente di dover condividere: imparare ad apprezzare le piccole cose senza dare tutto per scontato.

Giorgia, qualche giorno fa ha celebrato un anno dal successo calcistico con il Remis, in attesa di festeggiare un altro importante trionfo.

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“Il vero campione non è colui che non cade mai, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi” e Giorgia è una campionessa.

 

DI SEGUITO LA LETTERA PUBBLICATA SU L FOOTBALL:

“Il viaggio della speranza verso l’Italia è iniziato martedì 17 marzo alle 6 del mattino quando sono partita da Reims per fare tappa a Parigi e poi raggiungere Milano in tarda serata. Macchina, treno, metro, ho preso tutti i mezzi disponibili per cercare di raggiungere la mia famiglia il prima possibile. Essere lontana da casa non è mai facile soprattutto quando sai che il tuo paese sta vivendo una situazione del genere da quasi 2 settimane. È davvero dura!

Arrivata in Italia mi sono accorta sin da subito che il mio paese stava cambiando, ho visto negli occhi della gente la paura di poter contrarre questo maledetto virusLa paura di perdere un caro e di non poterlo nemmeno salutare e soprattutto la preoccupazione di non essere all’altezza della situazione! Siamo tutti sulla stessa barca come si dice e tutti insieme dobbiamo uscirne.

Il 23 marzo ho iniziato a non star bene e fin da subito mi sono accorta che non si trattava di una semplice influenza. Mi sono messa in contatto diretto con il mio medico di base e con la dottoressa della mia squadra in Francia. Purtroppo mi hanno confermato che avevo tutti i sintomi del Coronavirus. Non volevo crederci, ero a pezzi! Come se mi fosse crollato il mondo addosso! Attimi di paura perché alla fine non si è mai pronti.

Vista la situazione nella mia provincia, a Bergamo, e soprattutto negli ospedali della zona non ho avuto la possibilità di uscire per andare a fare il tampone o le lastre. Considerando che c’erano altre priorità e casi ben più gravi, probabilmente non me l’avrebbero fatto fare.

Passano i giorni e la situazione iniziava a peggiorare, iniziavo ad avere il respiro affannoso, più del solito. Mi è venuta la febbre, la tosse, inizio a perdere gusto e olfatto, non avevo nemmeno la forza di stare in piedi. Una situazione davvero surreale soprattutto per un’atleta.
Passavo le mie giornate a letto. Con i miei genitori decido di chiamare il numero per le urgenze ma anche questa volta la risposta è stata la stessa. Ci sono altre priorità e mi consigliano di curarmi in casa per il mio bene, isolata dal resto della mia famiglia per non aggravare la situazione e così abbiamo fatto.

Rinchiusa nella mia camera ho iniziato a combattere contro il Covid-19!
Fortunatamente i medicinali iniziano a farmi effetto e con il passare dei giorni inizio a stare meglio ma con alti e bassi.

Oggi sono all’undicesimo giorno e non è ancora finita, ci vorranno altri giorni per rimettermi in forma al 100% ma grazie a dio non ho avuto complicazioni e sono in via di guarigione.

È proprio vero che fino a quanto non lo provi sulla tua pelle non ti rendi conto della forza di questo maledetto virus che sta uccidendo migliaia di persone. Ogni giorno è una strage, soprattutto nella mia provincia. Non dimenticherò mai da bergamasca l’immagine dei carri dei militari che trasportavano i feretri in altre città perché il cimitero è pieno. Un’immagine straziante, prego ogni giorno per la mia famiglia, per i miei cari che non vengano colpiti da questo virus. Purtroppo ogni giorno vedo e sento amici che hanno perso i loro cari senza poterli accompagnare, senza nemmeno poterli vedere e salutare per l’ultima volta, senza nemmeno avere la possibilità di un funerale! Una crudele realtà, una terza guerra mondiale ma senza armi.

Per questo vi dico state a casa e rispettate le regole perché potete essere giovani, forti, allenati, ma non ci sono scuse davanti a questo mostro! Soprattutto fatelo per tutte le persone che lottano ogni giorno nelle strutture sanitarie per salvare le nostre vite, sono loro i veri eroi in questo periodo.

Mi auguro che tutto questo possa finire il prima possibile e presto potremmo tornare ad abbracciarci, a fare quello che più amiamo. Anche se tutto non sarà più come prima! Ci servirà da lezione questa situazione, impareremo ad apprezzare le piccole cose, i piccoli gesti e a non dare tutto per scontato.

Infine vorrei ringraziare tutte quelle persone che mi sono vicino in questo periodo anche con un semplice messaggio, mi regalate un sorriso e mi state dando la forza di affrontare al meglio questa convalescenza.

Andrà tutto bene! Berghem mola mia!”