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Fulvio Collovati (Vvox)

Ci sono antecedenti illustri all’uscita infelice di Fulvio Collovati, che gli è costata due settimane di sospensione dal programma “Quelli che”.

Uscita secondo la quale le donne non sarebbero in grado di parlare di tattica di gioco, e se lo fanno danno addirittura il voltastomaco.

Un cliché questo tipico del sessismo che aleggia nel mondo del calcio e che l’ex calciatore ha sbandierato in diretta Rai domenica pomeriggio riferendosi a Sara Piccinini, laureata in editoria e giornalismo, esperta di calcio, arbitro a suo tempo e moglie del calciatore Federico Peluso. 

Non proprio una improvvisata, insomma.

Parlando di antecedenti poco edificanti recentemente l’ex milanista Billy Costacurta riferendosi a Wanda Nara, colpevole di aver fatto qualche accenno di troppo su faccende che secondo logiche medievali non competono ad una donna, non si è fatto scrupolo di affermare su Sky Sport: “Se mia moglie parla male dei miei compagni la caccio fuori di casa”.

Mi viene in mente anche Zlatan Ibrahimovic che rivolgendosi ad una giornalista sportiva che lo stava intervistando disse: “Vai casa a cucinare”. In questo caso la moglie Helena a quanto si seppe lo rimproverò aspramente a differenza di Caterina, la signora Collovati, che invece ha pensato bene di schierarsi a difesa dell’indifendibile compagno di vita:

Le donne devono stare un passo indietro, lo dico ad alta voce.  Lasciamo che il calcio resti commentato dai maschi, basta con questo politicamente corretto che ci distrugge”.

E riferendosi alla vicenda Wanda Nara, da cui in parte è partito il dibattito ha aggiunto: “Mi chiedo se lei voglia utilizzare il povero Icardi per arrivare chissà dove”.

Tralascio commenti su quel “povero” che fa piuttosto sorridere (a meno di considerarlo secondo logiche arretrate “povero” perché una donna non è in grado di fare trattative economiche adeguate…) ma mi verrebbe invece da domandare a Collovati se è consapevole che le donne – che di calcio non capiscono e non sanno, guai poi se lo giocano – sono invece al Mondiale mentre gli uomini, che di calcio sono esperti sopraffini e giocano con naturalezza, staranno a casa davanti alla tv. 

E’ passato poco più di un mese dalle polemiche e dall’indignazione scatenate dalla trasferta di Juventus e Milan in Arabia Saudita dove le donne, inferiori per loro natura secondo i dettami della cultura del posto, allo stadio ci vanno accompagnate dagli uomini; dispiace che nel nostro Paese ci possano essere esternazioni che sollevino discussioni simili, ferme ad un maschilismo che francamente oggi è ridicolo.

Silvia Sanmory