Dopo l’arresto del 30 Novembre dei trenta malavitosi foggiani, sia l’ex tecnico De Zerbi che l’ex ds Di Bari respingono le accuse del Dda.

Infatti, alla vigilia Sassuolo-Udinese, l’allenatore neroverde ha diramato una nota tramite Eduardo Chiacchio, suo legale.

Roberto De Zerbi

“Contesto fermamente le sommarie valutazioni, riguardanti la mia persona e la mia professionalità, riportate da organi di Stampa, in merito alle indagini della DDA che hanno determinato gli odierni provvedimenti del GIP di Bari, coinvolgendo anche il Foggia Calcio per il tesseramento di due calciatori.

Devo precisare che uno dei due non è stato mai da me allenato, mentre l’altro fu aggregato congiuntamente ad altri ragazzi della squadra Juniores nelle ultime gare del campionato. Nella stagione successiva non fu da me ritenuto idoneo per la prima squadra.

Devo anche ribadire nella mia carriera, non ho mai accettato imposizioni da nessuno, neppure dai massimi dirigenti delle società in cui ho militato. Specificatamente a Foggia tutti sapevano che non ero influenzabile o tanto meno ricattabile.

Mi sono limitato a fare l’allenatore e non avevo poteri su calciatori che la società voleva tesserare per poi mandarli in prestito in altre squadre. Vorrei dire altre cose, ma è giusto che aspetti, e mi dà fastidio essere messo in mezzo: spero di essere ascoltato presto dalla Procura. Se qualcuno si è piegato ai voleri altrui non so, so che io non c’entro. A Foggia ho fatto l’allenatore, ho portato 30.000 persone in uno stadio dove andavano in 3mila, e poi sono stato mandato via perché tra me e la società c’era una visione diversa su tutto. Spero di chiarire la mia posizione il prima possibile, e di essere ascoltato in Procura, poi ognuno chiarirà la propria posizione in merito”.


Anche l’ex direttore sportivo Giuseppe Di Bari è intervenuto per difendersi dall’accusa.

Giuseppe Di Bari

Devo contestare fermamente le notizie di stampa che mi attribuiscono un presunto coinvolgimento nell’ingaggio di due calciatori del Foggia Calcio imposto da esponenti di clan mafiosi. Nel mio percorso professionale non mi sono mai piegato a condizionamenti esterni e nei casi in cui ho subito minacce ho prontamente denunciato tali condotte“,

ha dichiarato in una nota diffusa dall’avvocato Murgo.


Aurora Levati

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