Se il mercoledì è da leoni, anche il giovedì non è stato da meno per le italiane; i risultati infatti, sebbene con sfaccettature diversificate tra loro, sorridono alle squadre nostrane.
Dopo le tre vittorie tricolori in Champions League, anche in Europa League l’Italia inizia a farsi sentire tanto da allungare la falcata nel ranking Uefa facendo suo il 3’ posto. L’Italia raggiunge il coefficiente 64,916 piazzandosi a 0,918 dalla Germania, accorciando sull’Inghilterra, adesso a +1,5.

Top Lazio: L’eccezione che conferma la regola. La formazione di Inzaghi si impone su quella belga per 2-0; prima l’eccezione, è Caicedo, al 18’, a battere l’estremo difensore avversario segnando il gol del vantaggio della Lazio e mettendo a segno il suo primo gol in biancoceleste. Soffrono i laziali ma stringono i denti scongiurando il pareggio, cambia modulo Inzaghi e si rifà alle regole, dentro Immobile ma il protagonista è Strakosha che sventa diversi palloni e allontana, con la complicità di Lulic, gli spettri del pari. E’ ora di attenersi alle regole, al 45’ ecco la regola, il solito Ciro Immobile in diagonale abbatte Leali e chiude definitivamente il match.

Sono il Papu, il piacere è tutto mio: Durante la conferenza del pre match Fekir, capitano del Lione, ammette con onestĂ  – o forse superbia – di non conoscere prima della partita contro l’Everton la formazione bergamasca e, addirittura, di disconoscere questo fantomatico Papu Gomez. “Non lo conosco” dice e il Papu, non pecca di irriverenze e dopo una prima parte di gara affrontata in sordina e quasi con timore da tutta la squadra e dopo aver lasciato gli onori ai padroni di casa lasciando che fossero i primi a presentarsi, si rifĂ  nella seconda frazione di gioco. L’occasione per le presentazioni ufficiali arriva con la punizione guadagnatasi da Caldara e Alejandro Dario Gomez, nato a Buenos Aires il 15 febbraio 1988, si presenta come meglio non avrebbe potuto: di potenza divide le acque della barriera ed è subito terra promessa: 1-1 e l’Europa è servita.

La vittoria è arrivata ma ora passiamo alle cose formali: Male male in quel di San Siro, se il risultato sembra sorridere a Montella, non si può certo dire lo stesso della prestazione della compagnia piĂą brutta che bella. Rime e battute a parte, le cose formali andrebbero discusse e al piĂą presto: Non finge entusiasmi Vincenzo da Pomigliano d’Arco e infatti nel post partita ammette che la reazione che si aspettava era tutt’altro che questa. L’entusiasmo iniziale della rete di Andre Silva e il raddoppio di Musacchio viene spento quasi definitivamente da Romagnoli nell’area piccola che concede un penalty capitalizzato da Elez che riacciuffa il risultato, dopo aver precedentemente accorciato le distanze con Acosty. Alla decadenza mette però fine (per questa volta) il piccolo Cutrone che segna al 94’. Quando si dice presa per pelo…Intanto, è allarme Bonucci, scatta il WANTED: AAA Cercasi Bonucci. E’ forse rimasto a Cardiff?

Egle Patanè