Può considerarsi decrescente l’andamento della nazionale azzurra: sfavillante il match contro il Belgio, buono quello contro la Svezia, decisamente mediocre quello di stasera contro i verdi. Dopo ventidue anni tornano a sgambettare gli irlandesi e arriva la prima sconfitta per gli azzurri di Conte. Sconfitta non determinante in quanto già qualificati agli ottavi, primi del girone E, e un avversario già designato che, però, a giudicare dalla partita di questa sera inizia a temersi più di ieri. A prescindere dalla validità del match, Conte era stato chiaro “Ogni partita va giocata come se fosse determinante” ma questa sera gli azzurri, ben lungi dalla prestazione di Lione, hanno lasciato vacillare queste parole. Il turnover ha inciso, sono 8 i cambi rispetto alla scorsa partita nonostante il gol nasca su errore del titolarissimo Bonucci che, intimorito dalla diffida, è meno deciso e aggressivo del solito, permettendo di fatto la rete agli avversari lasciando Brady libero dalla marcatura che supera Sirigu, fino ad allora quasi impeccabile, su cross di Hoolahan.
A salvare il salvabile ci pensa il solito Lorenzo il magnifico che ha fatto palpitare più cuori lui in tre minuti che Zaza e Immobile in novanta; al partenopeo è bastato affondare gli scarpini nel terreno per smuovere gli animi assopiti dei connazionali, dentro e fuori dal campo, e con brio e talento ha scritto a caratteri cubitali un messaggio per Conte: Insigne c’è ed è pronto per Parigi. Meno incisiva e decisiva, invece, la coppia d’attacco titolare Zaza – Immobile, i quali, complice un palo sfiorato, non hanno lontanamente accennato alle prestazioni di cui sono perfettamente capaci, per apparire, piuttosto, decisamente sottotono e a tratti spaesati. I primi attacchi, pericolosi e non, arrivano nell’ultimo quarto d’ora non a caso con l’esordio del già citato Insigne e del faraone Stephan El Shaarawy che sporca i guantoni di Randolph ma, poiché sui guantoni, non è sufficiente a cambiare le sorti della partita.
Gli esperimenti servono a dare risposte e se la fantasia e la creatività di questa sera erano un tentativo di empirismo, l’esperimento è fallito miseramente. Non c’è, a quanto pare, spazio per i colpi di testa e lo spirito avventuriero. Il turnover, Buffon compreso, negli undici schierati contro i verdi non ha dato i frutti sperati e contro la Spagna la filosofia da adottare è una soltanto: Affidarsi alla formazione iniziale, sondata e appurata.
Non tutti i mali, però, vengono per nuocere; Anche questa sera, infatti, al di là della nebulosa di grigiume che ha sopraffatto gli azzurri, un barlume di luce riesce ad intravedersi e porta buone nuove a Conte: El Shaarawy ed Insigne sono maturi abbastanza da esser piantati con i tacchetti in campo.
L’Irlanda conquista tre punti e senza nulla togliere all’Italia, consapevolezze e fiducia a parte,  si guadagna la qualificazione agli ottavi. 
Le preoccupazioni piombano sulla penisola e la Spagna, lunedì a Parigi, inquieta non di poco ma, una battaglia persa non determina la guerra e l’armata di cui disponiamo non ha nulla da temere, specie se in prima linea verranno schierati i soldati migliori.
Avanzata Francese e ritirata Spagnola? Speriamo lunedì possa essere un’avanzata Italiana con annessa ritirata Spagnola.
#Forzaazzurri
Egle Patané

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