La Juventus festeggia il suo centoventiduesimo compleanno: i nostri auguri alla Signora più amata (e odiata) dagli Italiani

“Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti. Siamo la gente della Juve”.

Era il 1897, primo Novembre: un gruppo di liceali appassionati di calcio su una panchina di una strada torinese, quasi per scherzo, arriva a istituire un club calcistico ma non sa decidersi per il nome. Dopo averci pensato su un bel po’, i ragazzi si appellano al loro status di adolescenti e scelgono di chiamarlo Juventus (in latino, gioventù) anche in virtù dei loro studi classici. Nessuno di loro immaginava che un semplice diversivo avrebbe dato vita alla squadra più titolata e vincente del nostro calcio.

Una squadra di calcio, sì. Ma la Juventus, la Juve, è molto altro.

E’ la “Storia di un grande amore”.

Quello di una famiglia, gli Agnelli, rappresentata egregiamente dall’ Avvocato Giovanni, intelligente e sagace uomo d’affari innamorato del gioco del calcio e della Juventus che considerava una sua creatura, che curava e coccolava con una presenza forte, autorevole e uno stile fatto di eleganza e superiore ironia: quello che diventerà lo Stile Juventus. Un amore che è stato anche “una consolazione”, come disse Umberto Agnelli: “In certi momenti ci ha aiutato a superare momenti difficili e duri”.

E’ la Signora Omicidi.

Una compagine che in Italia ha vinto come nessuno con un modo tutto suo, cinica, non sempre spettacolare ma abituata a lottare fino all’ ultimo secondo pur di portare a casa la vittoria, il successo, che per lei è un destino e una condanna: E’ la Fidanzata d’Italia.

Nel Bel Paese (e nel mondo) la Juventus gode dell’amore totale di milioni di tifosi. Anche perchè con lei non ci sono alternative: o è incondizionatamente amata o è assolutamente, prepotentemente odiata…

E’ la Madama. Come una donna d’altri tempi, nobile magari e anche un po’ supponente, consapevole del suo fascino e della sua bellezza e per questo sorniona, accattivante. Una squadra nata sotto lo Scorpione, un segno d’ Acqua forte e passionale che fa dell’attrazione e del coraggio le sue armi letali. Una nobiltà ampiamente mostrata anche durante il purgatorio della Serie B:

“La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni che nessuno retrocederà”, recitava uno striscione esposto nel compleanno del 2006.

E’ la Vecchia Signora.

Fu l’Avvocato a paragonare la squadra del suo cuore ad un’ elegante Signora che non si può far a meno di corteggiare e ammirare. E quel “vecchia”, ovviamente riferito alla data di nascita che la colloca tra le più attempate società italiane, contrasta piacevolmente con il significato del suo nome di battesimo, creando forse l’ossimoro più famoso nel mondo sportivo.

Ma soprattutto è la prima squadra italiana ad aver vinto tutti i trofei: checché ne dicano detrattori e avversari e a dispetto dell’ Europa che continua inesorabile a negarle gioie, La Juventus annovera nella propria bacheca tutte, ma proprio tutte, le competizioni che riguardano le squadre di club.

E allora tanti auguri Signora Juventus: mai doma, mai sconfitta anche nelle sconfitte. Una squadra che non muore mai, che puoi ferire ma mai uccidere, che non conosce le mezze misure, ma solo due estemità che sono i suoi colori: il bianco e il nero.

“Quei piccoli scudetti vanno e vengono; le stelle rimangono per sempre”.

(Bianconeri-Juventus Story)

 

Daniela Russo